pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

MAGIA

La sera sta arrivando, il buio via via sta mangiando la luce che come una candela arrivata quasi al termine dello stoppino lascia quel chiarore arancione e rosso contornato da un blu chiaro nelle sue vicinanze per poi diventare più scuro man mano che lo sguardo si poggia sul bordo di una cornice fatta di monti e valli. Sagome scure di alberi, di case e di montagne; uccelli che giocano ad inseguirsi sopra a piccole fattorie e ruderi incastonati nel paesaggio sono disegnate da un sole pieno che cala piano piano all’orizzonte mentre il cielo continua a tingersi e sfumarsi di viola, rosa, oro e altri mille ed uno colori che la mente non riesce nemmeno a pensare. È questo il culmine di un viaggio in auto che ci ha visto rincorrere l’astro come fossimo cercatori di un tesoro magico da scoprire dal Molise sino a casa vicino Roma.

Un viaggio di silenzio e di musica; e della musica del silenzio.

Intenti a guardare la strada fuori dal vetro tra i pensieri e le paure; nel rivivere il momento sognando forse qualche altro ipotetico fugace attimo di cui esserne protagonisti.

Dietro gli occhiali occhi grandi che viaggiano alla stessa velocità di come passa il paesaggio fuori dal vetro;

Siamo stati bravi mi vien da pensare? Lo siamo stati? o forse solo maturi e affini?

Sono stati giorni nei quali non posso dire che siano mancati i pensieri sulle più svariate parentesi della mia vita dal lavoro, al passato e anche sul futuro, eppure non è stato un limite dal vedere la bellezza del mondo in ogni suo angolo. Merito di entrambi forse…

Sdraiato su una spiaggia di ciottoli ho immerso le orecchie abbandonandomi mentre ascoltavo il suono dei sassi che ad ogni movimento eterno di un mare che esiste da sempre rotolano gli uni sugli altri. Il mondo minerale non è cosi lontano da noi: piccoli pianeti in una galassia che chiamiamo realtà che si scontrano accidentalmente creando un puzzle, a volte scalfendosi e rigandosi, ferendosi nelle collisioni che il moto crea; metafora delle relazioni umane. Sono pronto a rotolare di nuovo nella risacca delle onde. Stavolta con una intelligenza emotiva più affinata questo è certo, con un individualità meno egoica e più onnicomprensiva.

Il sottofondo di questa millenaria sinfonia mi culla mentre mi abbandono ad uno stato che non conosce sonno ma nemmeno veglia e tanto meno sogno: uno stanto assente da tutto dove ogni cosa smette di esistere, me compreso, dove l’unica cosa che resta è quella scintilla dalla quale ogni cosa prende forma solo se gliela dai tu.

Cosi fluttuo in un oceano fatto di attimi costruiti dalla coscienza cercando di dare bracciate con quanta più grazia e spenzieratezza mi è possibile nell’acqua delle giornate.

Penso a quanto ognuno di noi sia tenuto per mano dalla magia che passo dopo passo guida verso momenti di gioia che personalmente non sapevo più che esistessero o per lo meno ero abituato a vivere individualmente senza condividere o farle passare attraverso qualcun altro.

Nel corso del recente passato mi sono rimproverato di apprezzare tutto solo dopo essermi fermato a ripensare certi istanti; forse perchè abituato a vivere nella nostalgia delle cose o perchè come spesso capita la felicità è talmente fugace che si fa fatica a riconoscerla, più facilmente piuttosto ci si aggrappa col ricordo portandola con se in un tempo che non gli appartiene più, cercando di essere bravi nel mantenere vivo nella mente quel colore che contraddistingue le cose belle. Con esperienza e con memoria di questa ma anche con amore verso me stesso ed il mondo ho imparato a riconoscerla.

Dopo aver sofferto abbastanza per i momenti che ho lasciato sfuggire tra le dita come sabbia, stavolta so di essere riuscito ad assaporarla quella sensazione; ad inghiottirla per portarla con me. Sento che sto diventando bravo in questo. Lo devo a me stesso e a chi in qualche modo, in qualsiasi modo, me lo ha insegnato; a chi ogni giorno contribuisce a creare una situazione simile. Questo mi da un forte senso di gratitudine per tutto e mi conferma l’immensità dell’amore che si ha, seppure reconditamente per ogni cosa: per la vita, per la cornice sul quale si spiega questa tela ogni giorni da tingere di mille colori, come il mare, le montagne i tramonti e le sfumature del cielo che si creano ad ogni calare della notte. come questa magia che su una strada dal Molise a casa è stato il palcoscenico di un inseguimento a quei colori che via via andavano sparendo fino alla venuta del buio, alla nascita di stelle e di una nuova notte fatta per sognare ancora.

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