
Cos’è l’amore? un compagno di chiacchiera l’altra sera lo ha definito un incidente, ci sta come descrizione superflua; ma andando più nello specifico? Potrei dire che l’amore è qualcosa di ben distante da quanto ho trasmesso in passato pur sentendo un forte sentimento. Potrei addirittura non definirlo proprio come sentimento. È senz’altro qualcosa il quale prima deve essere dato a noi stessi; non intendo in termini egoistici bensì in termini di quiete interiore ed armonia. Raggiungere uno stato simile con sé ci consente di guardare al mondo in modo del tutto diverso; non lasciarsi condizionare dalla sete di possessione, dall’accavallarsi di situazioni spesso effimere come le emozioni che le creano. Non è nemmeno seguire il bisogno che spesso, una volta soddisfatto, neppure ci si fa caso.
Forse potrei dire che è uno stato di coscienza del proprio essere e sentire, delle scelte che si fanno. La totale coscienza in relazione all’ascolto di sé stessi, verso quello che si prova in una determinata situazione, lato del proprio io o persona esterna; Discernendo dai condizionamenti e interpretando al meglio le proprie percezioni senza impuntarsi per farle divenire verità assolute mediante egocentrismi e manipolazioni. A volte, infatti, per “amore” non si ascoltano le proprie necessità e questo dà modo alla nevrosi depressiva di crescere; ne vengono fuori comportamenti egoistici dove la persona scarica la colpa sul partner e sul mondo esterno per non vedere le proprie aspettative realizzate, si passa a sperimentare situazioni più adrenaliniche o ci si tuffa nel fumo e nell’alcool, si cade nell’ insicurezza e nell’autodenigrazione, ci si confronta con altre situazioni esterne stereotipate e ci si flagella per il mancato raggiungimento dello stesso senza dare importanza al proprio animo, alla propria cosciente scelta fatta in principio; si scappa altrove pensando di poter risolvere il problema cambiando braccia, piazza o città quando invece basterebbe riequilibrare la propria percezione e riorganizzare creativamente i propri dati mantenendo un’elasticità mentale ben lontana dall’attaccamento alle proprie convinzioni, idee, e soprattutto persone; scindendo la propria realtà percepita con la realtà dell’altro proprio perché molto spesso vediamo le cose per quelle che non sono; ognuno di noi infatti ha il suo modo di interpretare le situazioni che essendo soggettivo non può essere l’unica verità esistente. Preso atto di questo decidere di trovare un compromesso che faccia in modo di poter formare una coppia di persone che si completano nella loro diversità; che collaborano insieme ad una crescita reciproca.
In breve potrei definire Amore tutto ciò che distante dalla logica e dall’imposizione sociale di essere simile ad uno stereotipo ma vicino ad una libertà di essere senza nessun bisogno egoico di voler prendersi necessariamente cura o apprensione per il/la partner se la/o stessa/o non necessita o richiede lasciando così totale libertà di espressione nelle esperienze della vita che ognuno, individualmente, deve fare. Tutto quello che discerne dal sentimento e dal bisogno di possesso tutto ciò che lontano da posizioni e ruoli definiti ed ogni atto o pensiero spontaneo e profondo insito in noi stessi.
Nella maggior parte dei casi invece ci si affanna per piacere a qualcuno senza domandarsi se piacciamo a noi stessi, se ci sentiamo in equilibrio con noi stessi. È più facile amare qualcun altro! Amarsi comporta un grande coraggio, guardarsi in faccia, guardarsi dentro e accettare i propri mostri, i propri limiti e trovare la gratitudine per le proprie imperfezioni cercando sempre di migliorarsi.
Nella modernità delle relazioni l’ uomo passa da una donna all’altra e continua a cambiare (viceversa). La gente pensa che sia un grande amante; non è affatto un amante. Sta evitando. Cerca di evitare qualsiasi coinvolgimento profondo, perché con un coinvolgimento profondo si devono affrontare problemi e si devono affrontare molti dolori.
Così si gioca semplicemente in sicurezza; si fa in modo di non andare mai troppo in profondità di qualcuno. Se vai troppo in profondità potresti non essere in grado di tornare facilmente. E se si va in profondità di qualcuno, qualcun altro andrà in profondità anche in te; è sempre proporzionato. Se vado molto in profondità in te, l’unico modo è permetterti di andare anche in profondità in me. È un dare e ricevere, è una condivisione.
Poi ci si può impigliare troppo, e sarà difficile scappare e il dolore può essere molto. Così le persone imparano a giocare in sicurezza: basta lasciare che le superfici si incontrino – le storie d’amore che colpiscono e scappano. Prima di essere catturati, corri. Questo è ciò che sta accadendo nel mondo, la gente sta perdendo tutta la maturità. La maturità arriva solo quando si è pronti ad affrontare il dolore del proprio essere; la maturità arriva solo quando si è pronti a raccogliere la sfida. E non c’è sfida più grande dell’AMORE.
Il vero Amore è una frequenza, non un sentimento. Finché l’ Amore è solo una proiezione esterna dirottata su qualcuno non è amore autentico. L’ altro ha solo il preciso scopo di mostrarci il tipo di frequenza che possiamo vivere e manifestare all’interno (ma non solo) di una relazione, e nel momento in cui quella frequenza diviene parte integrante di te, l’altro può anche andare via, che non ti toglierà nulla che già ti appartiene. Se invece sceglie di restare e vivere in armonia co-creando la relazione insieme a te, in libertà, quella frequenza di Amore e quindi quella relazione ha davvero la grande opportunità di crescere ed espandersi, e, quella frequenza di Amore che ciascuno dei due ha in sé, viene elevata dal due e portata all’esterno. Credo sia così che possa nascere la coppia sacra, che è ben lontana dal progettare una vita insieme, con la costante paura che l’altro ci abbandoni portandoci via la gioia. La coppia sacra è tale perché entrambe le polarità hanno già integrato in sé l’Amore incondizionato e assoluto, che è oltre l’Amore egoico, fatto di proiezioni, attaccamenti e bisogni. L’Amore che coltiviamo e maturiamo all’interno, è qualcosa che nessuno può portarci via, è un faro che brilla anche nelle notti più nere, e che mai potrà spegnersi, proprio perché è dentro di noi e non una luce che si accende o si spegne secondo la presenza dell’altro. È la tua stessa presenza, la tua propria frequenza e nessuno può rubarti qualcosa che appartiene al tuo campo di coscienza integrato. Poi sicuramente quell’Amore, quella frequenza, dovrà costruirsi radici solide nella terra ed elevare quanto più possibile la chioma verso il cielo. È solo un punto di partenza, non di arrivo. Ma già solo nell’avere l’incrollabile certezza che sei Amore, c’è il più grande miracolo dell’esistenza.
Il mio percorso mi sta insegnando la luce che porto dentro cercando di trasmetterla all’esterno; a conoscere il mio sè più profondo ad abbracciarlo, accettarlo e perdonarlo per essere stato tanto tempo lontano e per aver fatto sì di non essere stato cosciente dell’Amore che oggi fin qui mi ha portato. Mi sta insegnando a vibrare a frequenze più alte, a dare valore al mio sentire, a me stesso in egual misura agli altri. Mi sta insegnando la mia verità sulla vita. Mi sta insegnando “l’amor che move il sole e l’altre stelle”. Mi sta insegnando chi sono e a esserlo in maniera cosciente per poter essere io stesso sempre più AMORE nella piena coscienza.

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