
Ogni viaggio, ogni cammino trovi qualche metafora di vita che lascia pensieroso e riflessivo su quanto effettivamente ogni passo che si compi indipendentemente dalle storie di ognuno di noi ci accomuna.
Ogni passo è la realizzazione di un incredibile viaggio che indifferentemente da chi si è porterà alla morte. In molti la vedono come un tabù senza mai considerare l’immortalità dell’anima e la ricongiunzione seppure temporanea (fino alla prossima reincarnazione) con Dio. La piangono e cercano di evitarla perdendo il senso dei giorni in cui sono vivi per paura, senza effettivamente davvero vivere.
Nel corso della storia di ognuno di noi ci hanno insegnato bene come morire ogni giorno: morire alle tante regole spesso senza senso. A colorare dentro i bordi, scrivere seguendo una linea, camminare dentro al sentiero o su determinate strisce. Tante regole che hanno in qualche modo occluso e spento piano piano la creatività e la libertà dell’essere umano. Senza parlare della scuola istituzione atta al plagio delle piccole menti per diventare ingranaggi da inserire nel sistema ormai saturo, estenuato ed anche oramai schifato.
Un mondo che proprio per paura della morte fa sì che si esiti a fermarsi per riflettere sui propri egoismi. Sono causa infatti, se ci si pensa bene, di guerre; si creano squilibri economici per i quali uno muore di fame e l’altro gode di ricchezze; si creano dissidi. A causa dell’egoismo prevale sempre la legge: morte tua vita mia! Sarà l’egoismo, la mancanza di empatia, di compassione, di generosità a portarci all’estinzione. Mancherà l’aria ed ognuno lotterà per la propria boccata senza nemmeno chiedersi cosa resterà poi?
Nel corso dei cammini, dei viaggi fatti (e vi garantisco non sono molti o forse mai abbastanza) mi sono accorto di quanto cambi l’approccio alla vita: ci si saluta tutti ad ogni incontro con il sorriso pur portando uno zaino che pesa, pur dovendo fare parecchi km prima di arrivare in un ostello che Dio solo sa come sarà, pur, proprio per questo essendo stanchi e provati. Vieni contraccambiato in ogni luogo ed in ogni condizione da davvero tanta gentilezza che all’ordine del giorno manca, lasci il passo agli altri e gli altri lo lasciano a te a differenza della prepotenza agli incroci delle strade percorse nel quotidiano per arrivare prima dentro una prigione fatta di quattro mura che sia casa o lavoro dannandoti l’anima per la minima sciocchezza. Sicuramente una buona parte inizia da noi per primi che siamo “chiusi” e condizionati dagli eventi, dagli attaccamenti e dai desideri irrealizzati; dalle corse per realizzarli, senza mai considerare che non saranno quei 10 minuti in più a cambiarci la vita dal momento in cui si è sempre nel posto e nel momento a noi destinato indipendentemente dal giusto o dallo sbagliato.
Un Guru che leggo spesso afferma che ci sono 4 stati mentali che l’uomo comune conosce e sui quali fonda il proprio vivere: il primo è la felicità che realizza quando un desiderio viene soddisfatto mentre al contrario, è infelice quando questo non viene realizzato, poi c’è lo stato di noia e, quando esce da questi tre stati, solo allora si verifica la pace. Dopo questo esiste la beatitudine che è l’assenza dal desiderio ed il continuo coltivare l’unione con tutto ciò che è così com’è per un volere divino e per unione universale.

Durante i cammini e nei percorsi ma anche visitando città e posti a noi sconosciuti di rado si esce dai sentieri quando invece sono proprio quei fuori programma che ci riservano più sorprese! Certo, magari può capitare che quel fuori pista significhi un allungamento di strada o magari una scorciatoia, certo è che non lo sapremmo mai se non lo prendessimo, senza considerare tra l’altro il grande arricchimento che ne viene dall’esperienza che si vive senza averla programmata! Spesso infatti definiamo un programma che magari per alcuni versi nella realizzazione discosta da quelle che erano le nostre idee lasciandoci delusi e afflitti questo non può succedere se lasciamo che ci auto-soprendiamo e che la vita ci sorprenda. Il cammino insegna anche, molto spesso a guardare la strada fatta, a voltarsi indietro e rivivere l’esperienza guardando i segni delle nostre orme anche nella vita delle persone che hanno fatto parte della nostra con la speranza che sia un impronta benevola e fatta nonostante tutto con amore per se stessi quanto per il soggetto che ne ha “beneficiato”. In egual misura si ha il modo di guardare avanti verso l’orizzonte, verso la prossima tappa; meta; viaggio; destinazione. Insegna a fermarsi a riflettere contemplando la natura e la propria piccolezza ed unione con essa; Si realizza che ci sono baie e spiagge sotto i strapiombi di costa che non sempre è possibile raggiungere ma che ciò nonostante non significa che non possano essere ammirate da altri punti di vista e questa se vogliamo può essere una metafora legata ad una situazione o una persona o una dimensione desiderata, addirittura invidiata ma che con un altro punto di vista, alto e distaccato, può dopo tutto essere apprezzata augurando a chi può goderne di amarla e onorarla come avremmo fatto noi. Non ultimo insegna a dare valore al tempo e alle distanze che senza affrettarci devono essere percorse; a non demordere quando ci si sente stanchi e/o sopraffatti dalle situazioni; a continuare a perseguire e a proseguire fino all’obbiettivo, tenendo sempre presente che non tutte le tappe saranno belle ed avranno splendidi paesaggi ma ognuna di esse ci lascerà qualcosa per poter dire un giorno che tutto sommato ne è valsa comunque la pena!

Intanto la musica suona dalle casse di un cantante di strada nella piazzetta dei ristoranti di Vila Nova de Milfontes. Sono a cena da solo in una piazza gremita di turisti e non. Ammiro la vita attorno a me insieme alla rappresentazione di uno degli ultimi baluardi di libertà che si esprimono per qualsiasi platea con il puro gusto di evocare la loro creatività mentre una coppia balla felice e i tanti seduti nei locali muovono la testa e battono le mani a ritmo; Fa da colonna sonora ai miei ricordi, alle mie considerazioni; al ripercorrere mentalmente ogni mio passo compiuto nella mia vita in generale. Da qui nasce una preghiera per me stesso e per chi leggerà:
Prego affinché si possa trovare la forza ed il coraggio di sentirci liberi, per uscire dai percorsi, perché fuori da essi si scoprono sorprendenti paesaggi ed esperienze. Che ci si possa lasciar sorprendere dalla vita; di camminare e pensare fuori dalle righe colorando la propria esistenza di mille tinte come dipinge un artista pieno di estro da voler mostrare; che si abbia lo coscienza di distribuire atti di gentilezza gratuitamente; di salutare estranei; di sorridere e benedire il cammino di ogni persona che incrocia il nostro passo. Applichiamoci ad essere più generosi, a fare qualcosa anche senza ricevere niente in cambio se non la propria stessa felicità per aver realizzato un’opera di bene. Cerchiamo di essere sinceri prima con noi stessi, affinché possiamo correggerci e poi con gli altri in modo tale da instaurare un rapporto onesto e non dover vivere nella paura di ferire o di doversi giustificare; facciamo in modo di essere quello che siamo espandendo la gioia della vita dentro e fuori di noi. Sostituiamo il giudizio con la comprensione e la compassione; lasciamo libere le persone di sbagliare e non facciamoci una colpa se sbagliamo noi perché come per ogni percorso quando si sbaglia strada si vedono sempre cose nuove che insegnano. Anzi sbagliamo!! e sentiamoci liberi e felici di farlo! Facciamo in modo di essere uniti perché dietro ogni diversità ed intolleranza si cela una parte mancante o dimenticata di noi stessi. Non focalizziamoci sulle crepe dei rapporti ma sulla luce che entra da queste. Solo l’unione, la gentilezza e la generosità può salvarci!

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