pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Le mie battaglie

Il caldo soffoca i pensieri; rallenta le connesioni neuronali, i battiti; il respiro diventa più pesante. La sensazione è come quella di quando si sale in montagna e non si è dopotutto cosi abituati a farlo.

Il sole picchia e brucia sulla pelle e sulla terra che calpesto ad ogni passo a piedi nudi mentre gironzolo sul pianerottolo di casa al limite dell’annoiato e del nervoso. Sono giorni particolari in cui sento, lo percepisco che tutto è cosi tanto in fermento che qualsiasi cosa io faccia quasi risulta impercettibile e senza valore.

E’ un periodo particolare mi dico osservando che come questo anche tanti nella storia di ognuno lo è. E’ sempre tutto in continuo cambiamento ed in parte bisogna essere grati per questo, in fondo infatti è ciò che ci porta alla crescita e alla rottura della monotonia e dell’abitudine, della stagnazione di quell’essere stupendo che è l’uomo.

Così mentre il pianoforte sottofondo che ascolto scrivendo versa note nell’aria come una sorgente di acqua che si riversa rumorosa nel bacino io batto sui tasti della mia tastiera ripercorrendo con la mente le mie guerre.

Nel corso del mio cammino sono stato tutto e a volte non sono stato niente. A volte stupidamente ho seguito la corrente fino a sbattere sulle rocce come un ramo secco incagliandomi e non arrivando a nulla. Altre nel fiume della vita mi sono sentito un salmone che contro corrente ha risalito il corso fino ad arrivare al punto di pace e riproduzione dal quale sono nati altri lati di me. Sono stato un buon amico, e anche un pessimo compagno ma l’ho sempre fatto con sincerità seguendo il sentimento e qualcosa di forse ancora più profondo della coscienza. Ho cercato di essere fin qui un buon figlio, un bravo allievo, calciatore, lavoratore, pittore, scrittore; un fratello ed amante premuroso. Ho sempre giocato ogni carta sul tavolo con onestà e talvolta perchè no, con senso di ribellione. Ho lottato e Dio sà quanto ancora dovrò farlo. A volte mi domando per cosa esattamente e perchè se in un mondo così superficiale e definito converrebbe omologarsi? ma proprio non ci riesco. C’è qualcosa in me che mi porta a voler cambiare spesso; a non voler stare mai fermo, a visitare, conoscere, scoprire; a sperimentare. Ogni tanto la paura mi blocca, come il caldo mi rallenta ma bisogna essere valorosi mi dico, per poter vincere le mie battaglie è l’unica soluzione.

Le battaglie di un cavaliere che senza infamia ne lodi cerca la via che conduce al sole. Verso un’orizzonte che non ha mai fine, attraversando foreste buie come possono esserlo gli stati d’animo; i sentieri impervi dei paradigmi e dei dogmi, scavalcando le montagne del carattere nate dai traumi e costruite sulle abitudini e sui falsi miti; superando i crepacci che solcano una società ormai spaccata per trovare distese di praterie che si allargano come olio in acqua il tutto su di uno sfondo da colorare con tinte ogni giorno da scegliere nella tavolozza chiusa a scrigno nella cassa toracica che comunemente chiamiamo cuore.

L’uomo da che mondo è mondo, in ogni racconto, fiaba, testo sacro ha dovuto combattere, è il senso della vita forse: un’estenuante lotta spesso, per lo più con sè stessi anzichè con l’esterno. E’ nel non mollare che si nasconde il segreto, è in questo che si nasconde la via lontana dal peccato. Già, il vero peccato è arrendersi: arrendersi dal perseguire i propri sogni per quanto questi nel corso della vita possano cambiare e anzi proprio per questo trovare lo stimolo ogni volta rinnovato di rincorrerli con tutti i mezzi leciti ed in linea con i propri valori e principi. Arrendersi dall’essere e dal conformarsi a quelli che sono dimensioni lontane dai propri sensi, dalla propria coscienza, dalla propria verità; dal proprio sentire.

Piuttosto abbandonarsi ai sensi, perdersi nel nulla e nel tutto delle cose, di questo necessito. Eppure posso avvertire un’omino che da dietro mi tiene legato e mi tira a sè reclamando il suo possesso su di me. Stringe sempre più forte le catene della schiavitù di un’identificazione reale o supposta che io stesso ho creato nel trascorrere del tempo. Quelle catene nelle quali per più di 30 anni mi sono cullato, a volte ho gongolato e che sono riuscito addirittura a sfoggiare come trofeo mentre ora non sono altro che un ammasso di ferraglia dalla quale cerco di liberarmi. E’ forse proprio questa la battaglia attuale che sto combattendo.

Chiudo gli occhi un momento prima di trovare le parole giuste per l’ultimo paragrafo che valgano come grido di carica per affrontare ancora un’altra guerra interiore, mentre la musica del piano finisce e lascia spazio ad una voce delicata che quasi sembra sussurrare come vento l’infito della mia forza. Colora i tuoi giorni…. Attraversare un ponte con la benevolenza degli angeli che per mezzo dei numeri che ricorrono sull’orologio, sugli scontrini, sulle targhe; con il volo di una piuma davanti a me mi comunicano che andrà tutto bene!

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