pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Specchi e finestrini fumé

Il Van che mi riporta all’ ostello scorre sulla strada tremando sull’asfalto disconnesso mentre torno dalla visita dei templi più fotografati del nord della Thailandia. Ogni tanto l’autista prende qualche buca pesante che mi alza dal sedile senza però distrarmi dal panorama che scivola davanti ai miei occhi:

La luce dietro i finestrini fumè è bellissima e si riflette tra gli appezzamenti di terra che separano una piccola casa dall’altra quasi regolarmente. Alcuni sono più stretti adibiti ad orto o a magazzino, dove un vecchio motorino poggiato sul lato ad una catasta di altra roba coperta riflette la luce rossa e bianca dell’ ormai prossimo tramonto. A fare da sfondo le montagne ricoperte dalla fitta vegetazione della giungla fanno da culla ai pochi che abitano la zona proteggendoli dal sole che, secondo l’angolazione che segue la strada ci si nasconde dietro prima e si allunga nelle risaie ancora piene d’acqua poi. La stagione delle piogge non è finita da molto e ne viene fuori cosi un paesaggio da cartolina.

Due Toscane immigrate in differenti punti del mondo si ritrovano con un amico francese che vive a Melbourne. Con le loro storie, i loro aneddoti ed i loro sogni e progetti mi hanno tenuto compagnia durante l’escursione, con la loro bella energia.

Nei momenti di silenzio la mente viaggia alle conversazioni avute nella giornata.

Mi rivedo in Arianna che mi parla della sua vita, dei suoi viaggi ed ambizioni: della carriera e dei progetti; dell’Indonesia e di come, per quanto bello tutto, ci fosse una zanzara o la qualunque che disturbasse un momento. Penso a quante volte sia capitato a me nel quotidiano. Quante volte una minuscola cosa, piccola proprio come un insetto abbia turbato interiormente il modo di vivere una determinata situazione ignorando il fatto che non sarebbe più tornata. Spesso chiedendomi perche mi sta capitando questo? Quando la domanda giusta era: cosa mi sta insegnando questo?!; Dando spesso importanza più a quel dettaglio che al contesto; ponendoci più attenzione di quanto necessario, senza piuttosto apprezzarne l’imperfezione anzi lamentandola. Non mi rendevo conto, a differenza di ora, che spesso sono proprio i dettagli dell’imperfezione che rimangono più impressi. Quelli di cui è fatta la vita. Sta alla propria capacità di farne tesoro che la trasforma in un particolare indimenticabilmente, amato, di una data esperienza; riconoscendo ogni preziosità e lasciando andare tutto per come è senza che rispetti necessariamente le aspettative o senza prolungarla per più del momento a noi concesso. Come per una fotografia forzata che perde la sua spontaneità. Per crescere in armonia con tutto il creato.

I loro racconti mi fanno da specchio facendomi apparire trasformato da brutto anatroccolo a cigno. Mi rivedo nella diversità degli anni che ci separano: quanto ero impaziente di divorare a grandi morsi la vita mentre continuavo a progettare, a sognare a rincorrere senza mai fermarmi il necessario a guardare quei dettagli che caratterizzavano quel dato momento, vedendoli e memorizzandoli certo, ma perdendo il piacere di apprezzarli nella loro “precarietà” tanto vibrante quanto il finestrino fumè del van ora. Sempre preso dall’ego e dalla mente che spesso crea desideri che finiscono per diventare paure e sofferenze.

Continuo a guardare fuori dai vetri scuri come le lenti di una fotocamera che cattura i colori leggermente diversi da come li vediamo ad occhio nudo nella naturalità fisica: un esempio di come spesso l’apparenza sia ingannevole o di come altrettanto sovente le immagini che ci entrano dentro, secondo la regolazione della luce che vogliamo dargli, cambino di colore d’ intensità e di significato; secondo il volere ed il valore che gli si attribuisce.

Mi rendo conto di che buon “fotografo” sia diventato mentre catturo paesaggi e situazioni dando un valore enorme alla bellezza che mi passa davanti; Quanta saggezza ho acquisito in questo ultimo anno e come riesco a mettere a fuoco le situazioni con equilibri di luce accettando ciò che è per come è e godendone appieno proprio per quelle piccole imperfezioni che ti fanno sentire nel presente! colorando ogni cosa più vividamente come le lanterne accese nei patii dei templi di Chiang Mai! o come i vetri che riflettono le luci nel bianco assoluto del white temple di Chiang Rai! Il tutto a dispetto del mio “me” passato: quello perfezionista, pignolo e polemico per il quale sarebbe apparso come un qualcosa di assurdamente non concepibile, quello che avrebbe trovato il pelo nell’uovo spesso causandosi addirittura malessere e frustrazione per questo.

Sono cose alle quali si pensa solo durante un viaggio o una vacanza perché più rilassati? (seppure ad onor del vero in questo caso non sia riuscito mai sul serio a rilassarmi visti i continui spostamenti.) Sicuramente viaggiando da soli si ha più la possibilità di guardarsi, parlarsi e ascoltarsi. Comunque nonostante la freneticitá simile al quotidiano ordinario di ognuno di noi, o forse anche più stressante per certi versi, mi dà enorme soddisfazione riuscire ad avere buoni risultati in questo e altrettanta ne provo da quando vedo che pensieri buoni creano parole buone, cosi a catena parole buone creano azioni buone che mi fanno stare bene. Forse è proprio questa la legge d’attrazione di cui si parla tanto.

Ho passato 26 giorni fin’ora con la stessa fame dei ragazzi partendo da Singapore, visitando un paio di città della Malesia per poi interromperla per un monsone di passaggio; entrando nella Thailandia da sud e attraversandola fino a quasi il confine con il Myanmar e quello con il Laos, il famoso triangolo d’oro… Ho cercato di prendere a morsi il viaggio ed ogni posto per passare poi al successivo col desiderio di soddisfare la promessa fatta a me stesso: girare 6 paesi del sud est asiatico in una 50ina magari 60 giorni ma, in tutta onestà, non ho più “fame”. Per cui ho scelto di saltare il Laos ed il Vietnam promettendomi di tornare, unendole magari con la visita di Filippine e Giappone; Di fare l’amore ancora un pò con le montagne e la giungla del nord della Thailandia in quel di Pai e da lì diretto verso la “ciotola di riso d’Asia” per poter godere degli ultimi 15 giorni tra isole e città combogiane. Voglio solo vedere tramonti e persone nella loro splendida esistenza quotidiana; guardare appassionato con attenzione ogni minima imperfezione di ció che mi circonda che come una telecamera dall’obbiettivo scuro sono certo di riprendere con gli stessi colori assorbiti fin’ora.

Insomma manca ancora un po’ alla fine di questo viaggio, ma sento di aver appreso quanto volevo e quello che cercavo sentitamente e reconditamente quando lo decisi, insegnandomi non solo a vivere alla giornata ma anche che non tutto va secondo i piani, che bisogna saper cambiare idea, che bisogna saper scegliere seguendo un istinto a volte, senza troppo tempo a ragionarci, bisogna buttarsi. Che è tutto impermanente perché si è tutti di passaggio, nel viaggio come nella vita. Che è giusto avere un progetto ma che bisogna arrivarci uno scalino alla volta. E last but not least: quanto le persone seppur fugacemente possano essere schermi o messaggeri nei quali vedere se stessi, il conosciuto ed il non visto. Che è fondamentale nel percorso saper guardare nella profondità le cose senza nessun giudizio specialmente se superficiale perché sempre fuorviante. Ottimizzando la luce proprio come la fotocamera, o come il finestrino fumè.

Una replica a “Specchi e finestrini fumé”

  1. a volte i suggerimenti di lettura di wordpress permettono di scoprire bellezze sconosciute. Devo ringraziarti per aver condiviso le magnifiche fotografie di una realtà che mi ha sempre affascinata; penso che dicano molto della sensibilità di chi le ha scattate, è indubbio che certi particolari li sa cogliere solo l’attenzione che è innata e che matura nel tempo. Grazie

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