pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

About last night

L’ultima notte a Bangkok è stata un’esplosione interiore.

La giornata è passata in riflessione, scrivendo e pensando a quanto appreso da questa città così confusionaria; constatando la solitudine di chi la abita come la mia; consapevolizzandomi ancora una volta che ogni scoperta è una gioia perché corrisponde ad esperienza e quindi ad crescita interiore, ma anche ignaro che la parte più bella ancora dovesse arrivare.

Ero rimasto d’accordo nei giorni scorsi con due ragazzi scozzesi conosciuti ad Ao Nang che ci saremmo rivisti qui, ultima tappa per loro prima del ritorno e crocevia per me prima di decidere cosa fare nel post Thailandia. Appuntamento a Khao san Road via della movida centrale e affollata di Bangkok, con sorpresa me li ritrovo invece dietro al mio ostello non appena inizio ad avviarmi. Avevano dimenticato gli airpods e gli occhiali nel posto dove avevano iniziato il loro viaggio e stavano andando a recuperarli. La serata inizia così in anticipo parlando davanti ad una birra delle esperienze fatte durante le tre settimane appena trascorse, del piatto o del posto più apprezzato e dei vari step per arrivare fin lì al bar dell’ostello per loro iniziale. Come sempre con un po’ di stento su cosa dire e come dirlo per paura di sbagliare parola o accento e far una brutta figura col mio inglese maccheronico magari dando modo pure di travisare alcuni concetti, la serata scorre ed io mi limito ad intervenire miratamente e ponderando parole e tempi verbali sempre per per paura di un giudizio che in seguito mi rendo conto esistere solo nella mia mente.

Arrivati nella via del centro più festaiola della capitale thailandese i due provano le camole ed insieme poi il coccodrillo, a seguire tanto per cambiare pad thai per tutti. Si passeggia mentre il silenzio o le poche parole vengono mascherati da sorrisi divertiti alla vista di qualcosa di particolare e dalla musica alta che da ogni locale esce.

Alla 3 birra e dopo un palloncino con un gas dentro che lo scozzese trovava divertente ho la splendida idea di prendere una canna già rollata. È più di un anno che non fumo ma visto che mi sono buttato giù quel gas che Danny chiama “delle risate” e visto che è la mia ultima notte a Bangkok e che sono alla mia terza settimana in Asia penso che posso concedermela. Così la fumiamo di corsa come se fosse illegale, alla svelta per non farci scoprire, i due con me. Da lì in poi il cervello si apre come uno scrigno: iper percettivo recepivo colori e suoni accentuati, il mio inglese usciva come fossi un madrelingua senza aver più paura di nessun giudizio. Ma soprattutto seduti su tre sgabelli di plastica, mangiando un banana pancake per fare rifornimento di zuccheri ed energia ripercorro con la mente i miei giorni qui in Asia e realizzo come quel momento e soprattutto come ogni momento passato, presente e che verrà non tornerà più: concetto spesso banalizzato e mai messo davvero in pratica. E poi ancora: come fermandoci un attimo dalle corse della giornata che ammucchiandosi le une sulle altre creano la vita si può godere di un mondo infinito tanto quanto inesplorato davvero e fino in fondo; di quanto posso essere orgoglioso di me a trovarmi qui oggi viaggiando da solo in giro per il mondo, senza preoccuparmi troppo per il domani e di quanto questo mi faccia sentire vivo dentro, rendendomi conto, seppur vero che magari non ho riposato come si è soliti fare in una vacanza, quanto effettivamente in questo viaggio sono riuscito a guardare e vivere giorno per giorno come dovrebbe farsi in vita, senza pianificare, senza creare troppe aspettative solo vivendo alla giornata e nonostante ciò anche a quanto questo, a volte, mi abbia distratto dal vero momento presente per poi tornarci con gentilezza verso me stesso sentendomi contento per esserci arrivato e aver creato un distacco dal pensiero che mi stava portando troppo lontano.

Nel frattempo sono un fiume in piena di parole anglosassoni mentre la testa vola leggera come una mongolfiera verso stati dove la coscienza incontra l’inconscio. Continuo a parlare a loro come se parlassi a me stesso della realizzazione che provo interiormente in quello specifico momento ad essere lì; di quanto indipendentemente dal pensare a cosa dire alla fine ci sono energie sottili che in qualche modo collegano le persone e gli danno modo di scambiare qualcosa che va oltre le parole così come è successo tra noi in fondo. Sembra una realtà irreale, un film scritto da me. Mi vedo dall’esterno come attore e regista degli accadimenti che stanno avvenendo e li percepisco con divertito distacco; consapevole che derivanti da una mia personale e libera scelta di come sentirli. Identifico la mia Matrix, la guardo e la vivo come osservatore, come osservato e come niente e tutto ciò che fa parte del quadro. Difficile da spiegare a parole.

Da quel momento, dal momento di quella realizzazione, di quel sentirsi così vivo un’ estasi interiore mi porta fino a dentro al letto dell’ostello non prima però di aver fatto un giro in tuk tuk che più che offrirsi per un passaggio mi chiede soldi per mangiare. In preda all’euforia e appannato dalle birre e dalla canna non so esattamente quanto gli abbia dato e non lo saprò mai, ma alla fine volevo fare del bene e godere degli ultimi attimi tra le vie della città e l’ho fatto. Un momento che, come tutti gli altri non tornerà più. La mia ultima notte a Bangkok.

La mattina dopo scrivo nel taxi che mi porta all’aeroporto mentre l’alba colora un nuovo giorno. È così bello e strano il colore del cielo, paradossalmente sembra un tramonto: viola, bianco, aracione e il sole rosso fuoco…. Mai vista un Alba così! Mi rilasso sul sedile posteriore salutando la città che mi ha svegliato dal sogno. Una volta a destinazione scendo, carico lo zaino sulle spalle e saluto anche il grab che mi ha portato. Si vola a Chiang Mai e mi sento così felice.

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