
Alla fine della vita cosa conta davvero? Essere stato perfetto? Migliore del tuo vicino di casa o del tuo collega? Produttivo quelle due ore in più? il giudizio di quella persona che alla fine nemmeno ti conosceva davvero? Il tempo speso a non sentirti mai all’altezza…? Oppure ….Le esperienze vissute… le persone conosciute… quanto hai amato e quanto sei stato amato? Le cose apprese; il vento tra i capelli; le lacrime di gioia; le emozioni belle e anche quelle più difficili; le serate con chi ami…. La terra, il sole, le nuvole, la natura… guarda nel tuo cuore cosa conta davvero???
Sembrano tutte domande banali le quali risposte si danno per scontate. Eppure si rincorre sempre il contrario di quanto si dice: una realtà apparente che altro non è che illusione; Egoica e materiale, che è lontana dal formare quella memoria che passa di vita in vita. Già, bisogna infatti ricordare costantemente che a differenza del proprio corpo fisico mortale le nostre anime sono immortali e che derivano ognuna proprio dalla memoria di un karma passato; che siamo qui per estinguerlo e passare da karma a Dharma (creazione) e poi chiudere ognuno il proprio samsara (ciclo di reincarnazione).
Siamo in un sogno nel sogno che noi stessi spesso trasformiamo in un incubo. Perdiamo contatto con le cose per noi davvero importanti. Per me, capisco che oltre alle sensazioni e le emozioni scritte in forma di domanda sopra di importante c’è la mia crescita, che forse passa proprio attraverso quel tipo di domande e dalle esperienze che ne conseguono.
La continua ricerca di qualcosa di più profondo che mi insegni a conoscere me stesso oltre ciò che già só. Per mezzo di altri esseri umani, della natura e della meditazione; per mezzo dei sentimenti e delle emozioni e del loro riconoscimento ed elaborazione; per mezzo di esperienze, luoghi e situazioni; scambi e silenzi.
Trovare la risposta alla domanda chi sono io? oltre al mio ruolo che la società mi ha dato, oltre lo stereotipo di uomo; chi sono io ? consapevole che ognuno che nel mondo incroci il mio sguardo si farà un’ idea di me che sarà giusta o sbagliata; fallace o vicina alla realtà, ma pur sempre sua e personale… Io stesso me lo domando ancora… Chi sono io dopo questo anno di crescita personale venuta per mezzo di letture, terapie, costellazioni familiari sistemiche e gruppi di sistemi cabalistici? Chi sono al di là della mia personalità e del mio carattere…? perché in fondo poco conta se non si conosce, cresce ed espande la propria anima.
Credo che una parte della felicità, almeno della mia, risieda proprio in questa ricerca di me stesso. Senza angosce ma gradualmente, attraverso le esperienze.
Scoprire l’essenza del prana:
Quella forza vitale senza la quale non saremmo capaci di respirare, digerire, mangiare, pensare. Quella forza che ci rende qualcosa di più di un semplice pezzo di carne e ossa.
Trovare una connessione con qualcosa che sia oltre la propria conoscenza, anche seppure, in cuor nostro ognuno di noi già sà. Scoprire da dove veniamo e per mezzo di cosa. E poi affidarsi a quel qualcosa affinché tutto si compia nel disegno già scritto che ci è stato assegnato agli albori della nostra nascita.
I testi sacri, i santi, i grandi maestri; la Bibbia, il Bagvara Gita, il Corano, e tutti i profeti dicono la stessa cosa. Non si tratta di religione piuttosto di civiltà che avevano per mezzo di figure iconiche ed evolute del passato, compreso che attraverso “Dio” si arriva ad un’elevazione. Attraverso la comprensione del frattale di “lui” concepire il pensiero che siamo animati e vivi per mezzo di uno spirito divino e che ci conformiamo all’universo per mezzo di uno spirito cosmico che annienta il dualismo per creare l’unità.
Mi rendo conto che sono concetti che non tutti possono accettare o comprendere. È difficile farsi domande che vadano oltre l’ umana comprensione o interesse materialistico di questa vita terrena attuale. In molti pensano sia meglio spassarsela e godersi il viaggio, poi, quello che sarà della prossima vita, se ci sarà una prossima vita, saranno affari di chi li incarnerà? così come pochissimi si interessano delle varie dimensioni che stiamo attraversando. Eppure film e cartoni animati ce ne parlano e danno prova, ma gli attribuiamo un significato talmente superficiale che solo dopo che avvengono le cose, inebetiti, diciamo ohhhh proprio come su quel film…!!! Ebbene no, non è come il film, è che quel film ci sta preparando a capire ed affrontare determinate tematiche, che siano sotto forma di metafora o situazioni realmente evidenziate. A noi spetta capirlo e lavorarci su per essere pronti.
Credete forse che sia un caso oppure vogliamo dare peso alle varie scuole iniziatiche che tutti sappiamo esistano eppure tutti ignoriamo??
Quanti di voi hanno sentito parlare della terza dimensione? (Quella attuale, o meglio appena passata) e quanti della quinta? La quarta, quella dell’accelerazione la stiamo attraversando ora ( hai fatto caso a quanto durano di meno le giornate, le stagioni, gli anni? Non ti pare che il tempo scorra più velocemente? Beh non è un caso) e non sono io a dirlo ma potete trovarlo facendo qualche ricerca in web o sui libri. Eppure a nessuno pare che freghi niente. Io dal canto mio vorrei almeno provare a farmi trovare pronto. D’altro canto un qualche indizio ce lo aveva dato anche Einstein quando scoprì la legge della relatività dalla quale in seguito proprio da questa fu scoperta la quinta dimensione da Klein e Kaluza.
Perché allora non dovrei credere a quei geni? Cosa mi costa elevare la mia coscienza ed il mio spirito quando sono consapevole che non è certo il mio corpo che si salverà ma bensì il mio prana? quella forza alla quale faceva riferimento Einstein dicendo TUTTO È ENERGIA.
Chiaro che ognuno è libero di scegliere la strada per se più consona a questa realizzazione, ammesso e non concesso che si riesca a digerire una tale verità e a mantenere coerenza nei comportamenti visto che l’ego, che seppure in giusta dose ci solleva, resta una trappola a scatto che raggiunto un certo peso entra in azione.
Quella che ho scelto io calca le strade dell’amore verso tutto il creato; verso la diversità; della fede cieca e fiduciosa verso la sorgente dalla quale veniamo seppure ancora misteriosa. Un completo affidarsi ad una volontà divina seguendo il proprio intuito che sempre arriva da una saggezza interiore derivante a sua volta da una memoria karmika (vedete come si ripete il ciclo?) e quindi abbandonarsi alle cose che non riusciamo a capire; a spiegarci, e, tante volte nemmeno a concepire sotto forma di domanda pur sapendo che quella domanda c’è ma che evitiamo di farcela per non stare troppo con noi stessi a cercare una risposta.
Tra meno di un mese mi allontanerò da casa per un po’, sarà un grande viaggio. Non ho programmato così tanto come sarei stato solito fare. Stavolta mi affido a me stesso e al mio destino; a Dio chè l’unico a conoscere il disegno di tutti. Partirò proprio per quelle che ritengo le cose importanti; tra queste menziono me: la mia ricerca di qualcosa che ancora devo scoprire, elaborare e maturare. In molti mi hanno chiesto se questa non sia una fuga? e, seppure apparentemente anche a me potrebbe sembrare sento di dire che sono guidato da qualcosa di superiore; che questo è ciò che devo fare ora per arrivare a capirmi meglio; per ricominciare a solcare i mari di un mondo che ho perso; la scoperta di un tesoro nascosto vite e vite indietro; che ho cercato in tante reincarnazioni senza mai trovarlo; qualcosa che estingua il mio karma e che non mi costringa ad un samsara eterno. Come detto è attraverso le esperienze che si sviluppa la saggezza ed io sono ansioso di lavorare su questo per poter arrivare finalmente a sprigionare una luce enorme.
Chi non è ferrato di materia spirituale, chi non concepisce un mondo fatto di spirito ma solo di materia; chi è saldato in un sogno e che con retorica risponde alle domande poste sopra con ovvietà senza però metterle in pratica difficilmente potrà capire di cosa io stia parlando. Sono pronto a critiche e giudizi seppure fini a ben poco. Di rimando consiglio di ragionare bene sul sentire che ognuno ha e di metterlo in pratica coerentemente. La coerenza purtroppo è virtù scarseggiante al giorno d’oggi. Io dal mio canto cerco di fare il mio meglio per me, sperando che questo possa essere un monito oltre che un benefit per chi avrò in affetto nel corso della mia vita.
Lo scopo ultimo è diventare il luogo dove nascono gli arcobaleni per colorare la mia vita e quella di chi mi sta attorno. Al momento non conosco scopo più bello di questo, il resto lo scoprirò vivendo.

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