
Il tramonto sul mare tinge di arancione e rosso il cielo all’orizzonte, il grigio delle nuvole fino a poco fa chiaro quasi bianco prende un colore più scuro come il fumo o una canna di fucile macchiato da leggere strisce rosa, quasi fossero intessute con lo zucchero filato. La luce alzando gli occhi è più chiara e prima che si arrivi ad avere completamente il naso all’insù l’azzurro è così intenso che quasi vorresti annegarci. Appena sopra la linea del mare altre nuvole si stagliano in lunghezza, compatte, sono lì a nascondere il sole che si sta tuffando nell’acqua riflettendo di dorato i contorni e dando l’illusione che ci sia un paese illuminato a festa sulla cima di un oscuro e soffice monte circondato ai lati da altre sagome dalle forme che lasciano spazio alla fantasia. Ho sempre avuto un debole per le sagome inanimate e indefinite….
Sotto questa cornice se ci si fa caso si vede anche qualche temporale a largo.
Mi perdo nei colori dell’ultima Domenica di Novembre da un patio in legno al primo freddo vero della stagione. L’aria pizzica, il mandorlo è spoglio ed il cane gioca con una bottiglia di plastica ormai mal messa. Respiro a fondo cercando di trovare un senso di completezza che ancora non sono arrivato ad avere nonostante non mi manchi davvero nulla; nonostante stia facendo un lavoro costante ed incessante su me stesso da un anno o quasi. C’è un pacifico silenzio ogni tanto interrotto da poche chiacchiere con nuovi amici e altri ritrovati, variabile ulteriore che appura il fatto di sentirsi completi. C’è il piacere della compagnia e quello di assistere a un evento così spesso banalizzato ma allo stesso tempo ogni volta diverso che mi riempie il cuore di gioia e la testa di domande euforiche su come sarà il prossimo, come lo vedrò, dove, con chi.
Le ombre pian piano si allungano accavallandosi con altre lasciando sempre meno spazio alla luce. Ombre sagomate che si frappongono tra me e l’orizzonte, la luna piena alle mie spalle inizia salire emanando un chiarore pallido al buio della sera che sta arrivando e quelle vibrazioni che in pochi riescono a percepire ma che eppure tutti sanno dell’esistenza.
La sensazione di trovarsi tra due forze magnetiche così forti mi elettrizza facendomi esclamare alla bellezza della terra la mia gratitudine. Penso alla fortuna di trovarsi su questo pianeta in questo momento. Nonostante tutte le questioni personali, nonostante tutte le difficoltà sociali, politiche ed economiche.
Alcune delle paure di questi giorni vengono dissipate, calmate e ammansite ma non tutte e così nel silenzio roboante il carosello di pensieri gira su questo tema facendomi arrovellare sulle mie.
Credo che anche se molti dicono di non accusarla: questa sia un’ inutile fuga, un finto nascondiglio. La paura è insita nell’uomo e mai come oggi penso sia il caso di averne così tanta. Se ci si guarda attorno si nota il declino di una società che per mezzo del main stream, che strumentalizza ogni evento per portarci all’odio e al terrore facendoci vivere con l’ansia per ogni cosa che preclude una serenità che solo nelle piccole e naturali cose personalmente riesco a trovare, pare evidente che siamo su una nave alla deriva:
I social e le TV impazzano su questioni che dividono tra guerre, razzismo, e sessismo, E cosi siamo al punto dove le donne odiano gli uomini e reclamano la propria indipendenza assoluta, la propria superiorità e mancanza di necessità di una figura maschile che è stata indicizzata come assassina fisica e di diritti; un odio cieco e bieco per il quale si è dimenticato il ruolo naturale e nella società dell’uno e dell’altro dettato da un finto femminismo e corrotto da traumi mai curati con uomini pregressi talvolta o addirittura con le proprie figure paterne; Nazionalisti contro ribelli, ribelli contro nazionalisti; Terroristi religiosi e politici. Nelle scuole si imposta una cultura gender che lascia poco spazio alla famiglia e alla creazione della stessa con ciò che ne concerne ovvero la totale confusione di genere e di indirizzo delle prossime generazioni; l’istruzione decadente che lascia spazio alla superficialità e al solito stile di competività; la sanità che lascia spazio alle cliniche di correzione plastica e cambio di sesso. I quartieri degradati sempre più abbandonati alle mani della malavita anziché trovare un metodo di reintegro sostenibile al sistema vanno sulle trasmissioni di prima serata in vesti di demoni esorcizzati da qualche tizio in bicicletta o ben vestito con dei microfoni senza domandarsi il perché o il per come si arrivi a tanto. E… Chi più ne ha più ne metta. Vittime e carnefici tutti accecati da un senso di inferiorità e di abbandono tutti in lotta gli uni con gli altri. Una guerra che non conosce vincitori ma solo sconfitti.
Il buio sociale così, in sordina, si insinua nelle abitudini di noi tutti senza che nemmeno ci si faccia caso, come un serpente, con movimenti sinusoidi tra le rocce in un deserto di intelligenza emotiva e razionale. Senza più un’ onestà intellettuale. L’importante è dare battaglia, essere un cieco bastian contrario della ragione tralasciando tutto, pure quello che in passato ha funzionato. Ad ognuno la sua opinione per carità, senza nessun giudizio ma con confronto per analizzare davvero quello che sta accadendo; per capire oggettivamente a cosa si sta andando incontro e per esserne, quando accadrà, responsabili senza nascondersi dietro un dito. Nell’avanzare di questo buio avanzano così anche le ombre sui miei pensieri, su queste mie paure alle quali poco posso farci se non cavalcarle o danzarci sulle note dei colori che vanno via via sfumandosi.
Chiudo gli occhi e cerco di concentrarmi affinché tutto si dissolva calandomi nel suono dei respiri per arrivare a sentire i battiti del cuore fondersi col vento che si fa sempre più freddo e tagliente ricordandomi di essere vivo.
Solo dopo poco li riapro per godere delle ultime luci. Il sole se n’ è andato insieme ai colori caldi che sono sorti ormai nell’altro emisfero. Penso che nonostante tutto non ho più di tanto di che preoccuparmi se continuo a fare quello che credo giusto e rispettoso nel mio piccolo. Che tutto va come deve e che mi basta perdermi in queste piccole, belle e sane cose. A quel punto mi domando: chi ha più paura del buio?

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