pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Nuovi mondi

È trascorso del tempo da quando ho cominciato a vedere oltre grazie al mio percorso inizialmente all’apparenza psicologico ma che poi mi ha portato ad una spiritualitàche mai avrei pensato.

Nel corso di questo Cammino tra pagine e meditazioni ho visto in me buio e luce. Ho conosciuto parti di me terribili ed altre splendenti. Ho riconosciuto i miei limiti; i miei difetti ed i miei pregi; ho imparato che oggettività e soggettività sono alla pari in quanto secondo il punto di vista personale di ognuno le prospettive cambiano così come le realtà e per avere la pace esteriore e di conseguenza interiore bisogna capire quale sia il giusto bilanciamento tra le due cose; accettando le diversità di visione e di essere di ognuno. Questo inevitabilmente mi ha insegnato ad escludere il giudizio eliminando dal mio vocabolario il giusto e lo sbagliato in relazione al mondo pur seguendo ciò che ovviamente è per me corretto fare senza tradire i miei principi e valori.

Ma soprattutto ho scoperto nuovi mondi dei quali ero all’oscuro o per meglio dire dei quali trascuravo l’esistenza e il loro collegamento distinguendoli spesso e facendone un calderone confuso.

Questi mondi si suddividono in strati sempre più sottili di “energia” che vanno oltre una visione “realistica” e materiale. Potrei suddividerli in tre categorie anche se categorizzarli è un delitto come detto, in quanto ognuno collegato all’altro. Ma per semplificare il concetto lo farò lo stesso:

Il primo, il mondo che viviamo nel quotidiano, più grossolano; fatto di realtà fisiche e quindi di conoscenze, situazioni e problematiche generali che condizionano e modificano gli stati d’animo attraverso le emozioni che suscitano. Con questo intendo anche un mondo più mentale. È proprio quest’ultimo che, effettuando un autoanalisi, spesso mi ha portato ad una separazione da tutto. Analizzando bene questo concetto; supponendo che valga per chiunque è innegabile che le nostre emozioni, pensieri, sentimenti ci portano nel più delle occasioni, fatto salvo per i pensieri d’amore, ad una separazione dalla VITA.

Ora vi sorgerà la domanda: cosa intendi per vita?

Per vita intendo quella consapevolezza del fatto di trovarsi in un corso che necessariamente deve essere risalito per arrivare alla verità… arriverò a spiegare meglio cosa intendo quando avrò terminato l’esposizione dei “mondi”.

Il secondo con il quale ho approcciato si identifica nel mondo più interiore a me, un mondo psichico per così dire: che mi ha portato a concepire e comprendere la strada fatta e da fare; riconoscendo le scelte conscie ed inconscie che hanno creato un sentiero, il letto di un fiume dove fin’ora è corsa la vita. Questo ha, attraverso le esperienze creato una saggezza che può essere opinabile secondo la misura con la quale ho appreso realmente le varie lezioni di volta in volta da essa impartite. Questo è anche un mondo più sottile fatto di coscienza e riconoscimento della necessità di bilanciare l’oggettività e la soggettività come detto all’inizio dell’articolo. Considerazione nata dal fatto che ogni scelta e sua conseguenza ha comportato pro e contro se guardati da un verso o dall’altro. È un mondo basato sull’ intuito che traccia la VIA dove la vita andrà a scorrere.

Il terzo ed ultimo mondo con il quale sempre più sto fraternizzando è quello che porta alla comprensione di qualcosa di maggiore seppure meno visibile; è un mondo eterico con il quale è difficile relazionarsi proprio perché il primo mondo esposto lo nasconde ma bisogna essere coscienti che esiste. È un pò come tenere sempre presente la conoscenza dell’altro lato della luna o di un sole nero oltre a quello luminoso che siamo abituati a vedere. È infatti incontestabile l’affermazione che il buio ha maggior spazio rispetto alla luce. Pensiamoci bene: se non ci fosse il buio non esisterebbe la luce. È dal buio che la luce nasce e si riflette dando forma a tutto quello che vediamo e che percepiamo. Per l’appunto stiamo parlando di un mondo fatto di percezioni e di luce. È la sorgente dalla quale tutto nasce, la luce che portiamo dentro e dalla quale veniamo, quella con la quale ci relazioniamo al mondo e che quindi compenetra la vita. È  la sorgente: la VERITÀ che unifica abbattendo tutte le dissimilitudini. È un mondo come detto quasi contrapposto al primo se non fosse che proprio grazie alla conoscenza di questi si ha la possibilità di relazionarvisi. Voi direte:”si ma quando si parla di verità si allude a una realtà esclusivamente oggettiva, che esiste indipendentemente da noi”. Certo ma per essere percepita questa realtà passa necessariamente attraverso la nostra soggettività, siamo noi che la formiamo, aggiungendo o togliendo elementi che ci sono propri. Per questo nonostante la costante della fonte ognuno ha la sua verità soggettiva. Tutto questo lo testimonia il fatto che alcuni credono al mondo materiale mentre altri si affidano a quello spirituale: la prima legata alle apparenze per l’appunto, la seconda che porta ad una elevazione scoprendo la natura delle cose; una realtà che non subisce alcuna variazione né deformazione da fattori esterni.

Quando la soggettività e l’universo oggettivo si fondono conosci la verità. È come analizzare un frutto la differenza sta nel fatto di analizzarlo sulla pianta senza staccarlo; capire quali energie hanno contribuito a farlo crescere e maturare. Oppure osservare un palazzo da un solo lato o da tutti e quattro, nel suo complesso, con pilastri e travi che lo tengono in piedi. Lo stesso è per la verità della vita per vederla bisogna imparare a collegare i più piccoli dettagli ad un’idea centrale, localizzarli ” nell’edificio cosmico” per vedere come vibrano in armonia e partecipano alla vita del tutto. Bisogna dunque osservare e studiare con attenzione come fanno i scienziati ma occorre andare più lontano e imparare ad adattare gli elementi affinché circoli fra di loro qualcosa che essi non possiedono separatamente, questo qualcosa è la vita. Separando gli elementi la vita non può esistere.

Esemplificando quindi potrei paragonare, come già fatto all’inizio tutto questo mio apprendimento a qualcosa legato all’acqua o meglio ad un fiume. LA VITA COME L’ACQUA: la materia più grossolana e condizionata esternamente che scorre e con la quale a volte lotto ed altre mi lascio trasportare. IL LETTO nel quale scorre. Ovvero L’INTUITO e  LA SAGGEZZA: LA VIA sul quale direziono il mio corso seguendo il mio sentire che va oltre al pensiero razionale, seppure a volte capita che riesca a deviarlo in un vicolo cieco che sfocia in un lago. E LA SORGENTE da dove il fiume nasce e che continuo ad ammirare ed alimentare perché senza di essa non esisterebbe né vita né via… perché senza di essa tutto si ridurrebbe ad un terreno arido dove nulla crescerebbe. Questa è una delle VERITÀ, forse la più assoluta della quale sono venuto a conoscenza nella somma dei miei respiri fatti fino ad oggi.

Con questo non ho la presunzione di dire che sono esente dalle sofferenze o dalle vicissitudini che nei tre mondi esposti si palesano, né tanto meno di affermare con assoluta certezza che quanto detto sia per tutti uguale. Resto un essere umano soggetto a stati d’animo e a situazioni ed anche ad errori ma il fatto di guardare le cose in questa maniera mi da ragione di credere che l’unica cosa da fare è affidarmi con fede allo stato più sottile: al terzo mondo, per alimentare la vita e creare il corso nel quale andrà a scorrere. Per illuminare ed inondare il letto e far crescere piante e fiori lungo le rive di questo fiume che chiamo vita. Vorrei solo rendere partecipe chi legge di quanto in realtà sia bello concepire l’idea di poter vivere nella pienezza, nell’amore e nella fede e di quanto sia effimero il mondo al quale ci si aggrappa con avidità di sentimento e non solo. È come se mi fosse stato donato un frutto. La pelle esterna è la vita quotidiana e i stati mentali e materiali, la polpa la vita succulenta di essenza e amore e il nocciolo l’origine dal quale tutto è nato. Generalmente si scarta la buccia ed il nocciolo, è soprattutto quest’ultimo che sto imparando a contemplare e coltivare per avere nuovi frutti, nuova polpa, nuova vita e sempre più amore. È appagamento, è gioia e pace interiore. È l’origine di tutto.

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