pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Di-stanze

C’è chi le prende e chi le subisce.

Le distanze possono essere intese come spazio ma anche come tempo. Si misurano in mari, km, metri; in vite, anni e mesi…

Avvengono o si creano, come per chiunque nell’arco della vita. Possono dare nostalgia e tristezza e possono far nascere anche sorrisi. Tanto sta alla capacità che si ha di colmarle che favorisce in noi un senso di pienezza, gioia, gratitudine; un senso di fortunato appagamento nei riguardi di ciò che è stato ed è.

Avvengono per esempio nel caso si cambi paese o si perde una persona cara, in termini di lontananza, e in termini di tempo vale lo stesso: per un momento passato con altri o con noi stessi che ci ha instillato un senso di pace, un sentimento o una sensazione.

Ognuno ha il suo modo di colmarle: può essere il suono delle onde, un profumo oppure un pensiero. Un sogno; da un ricordo o da un oggetto o anche da una situazione, da una pianta o dal suo fiore; perfino da un tramonto che ricorre quotidianamente e che crea delle emozioni.

Le distanze sono fatte per molte cose: per riflettere e ritrovare se stessi o meglio per scoprire se stessi dal momento in cui si è coscienti che altro non siamo che recipienti di ricordi, ancestrali e non, che hanno forgiato e fuorviato un sistema ben al di sopra nelle nostre reali conoscenze che tendenzialmente chiamiamo personalità individuale al di là della genetica e della memoria; possono aiutare a dimenticare; possono guarire; possono far prendere consapevolezza sull’importanza delle cose.

Si possono prendere nei confronti di posizioni intese come punti di vista o nozioni ma anche persone, vizi e virtù.

A volte si prende distanza inconsciamente altre di proposito a seconda delle situazioni e delle necessità: in base al bisogno che la mente, il corpo e l’anima chiedono per arrivare ad uno scopo che è insito e nascosto ma che viene dal profondo. In qualche situazione vengono prese per quieto vivere o per istinto di sopravvivenza, di conservazione, per evoluzione in altre ancora per paura di mettersi in gioco.

Poco importa quando si scopre che:

Le distanze sono fittizie, sono fallaci, sono solo un modo per dare un’idea dell’ individualità che crolla nel momento in cui ti rendi conto di essere in pace con tutto: col tuo passato, con le situazioni vissute e presenti sapendo che anche quelle future non possono scalfire il tuo ormai consolidato discernimento e quindi che niente e nessuno può toccare la serenità mentale, fisica ed eterea che hai creato per te;

Quando ti ami e ami il mondo per come và;

Quando sai che indistintamente dalla dualità del mondo di maya fai parte dell’universo e quindi ti senti uno con tutto, trovando e seminando l’amore in tutto, per tutto, con tutto te stesso.

E così capita che ti ritrovi ad amare ogni singola cosa e ad essere grato per ogni piccolo attimo venuto al tuo respiro, e che verrà. Senza la paura. Senza il timore dell’avvenire; della perdita; della morte. Senti nella tua essenza più profonda uno stato di esultanza, di completezza perdendo le distanze e trovando l’unione.

Le di-stanza non sono altro che spazi dietro porte nel nostro cuore e nella nostra mente; nel nostro più profondo io dove poter entrare per far visita a qualcosa, qualcuno o a un momento, per qualche momento che abbiamo sempre vicino, dentro, addosso.

Lascia un commento