pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

È tutto sbagliato

È tutto sbagliato: partirei da chi mi ha procreato, partirei da loro: I miei genitori. Tanti dicono: non sarei potuto essere più fortunato ad avere loro bhe non è il mio caso. Più sbagliati di loro non potevano esserci!

Come definire una madre che mi scrive tutti i giorni per sapere come sto e che ancora si preoccupa per me; che non perde occasione per sistemarmi la casa o lavarmi l’intimo; cucinando cose e portandomele quando sa che rientro affamato; dandomi consigli non richiesti. Come spiegarglielo che sono abbastanza grande o che sono abbastanza intelligente?

Come dire a mio padre che non dice una parola e che anche solo uno sguardo basta perché già da piccolo mi ha insegnato a capire senza troppi giri di parole come va la vita e come vanno le persone, che non deve mandarmi gli audio per dirmi qualcosa o chiamarmi buttando li l’invito: se ti serve aiuto chiama e che basta che ci vediamo di tanto in tanto?

Come dire a entrambi che il loro modo di crescermi facendomi credere che tutto va sudato e guadagnato; che il giusto vince sul furbo nella gara di resistenza; che la sofferenza è crescita e che la dedizione, la disciplina e la pazienza sono i pilastri sui quali si fonda il carattere e la buona vita non è così corretto oggi?

Come spiegargli che tutte le loro raccomandazioni, le loro premure soffocanti, i loro divieti in età adolescenziale sono stati dilanianti e mi hanno portato via da strade che magari le avessi prese sarei stato chissà in quale altra prigione diversa da questa della mia mente?

Come dirgli che mi hanno privato di onori arricchendomi di oneri ogni volta che chiedevo soldi e mi rispondevano: non sono una banca; insegnandomi il valore del sacrificio e del lavoro ma anche della vita e di come viverla al di là di quest’ultimo?

Mi hanno insegnato ad essere buono, gentile, disponibile, aperto a donare e a donarmi predicando il bene e mai invitandomi ad averla vinta su qualcuno più in difficoltà; ad ascoltare e prodigarmi in un mondo che premia l’arrogante ed il bruto.

Mi hanno sempre convinto che la ricchezza sta nelle piccole cose e non nei grandi possedimenti pur incitandomi a pormi obbiettivi personali facendo affidamento sulle mie sole forze senza prevaricare il più debole o approfittarmi delle situazioni. Eppure sembra che non sia questo il modo migliore per essere il cavallo vincente.

Vorrei trovare le parole per potergli spiegare quanto sbagliato sia il loro modo ed esempio di amare e di essere innamorati; quanto sia fuorviante. Oppure quanto può essere distruttivo coltivare relazioni senza avere un piano B….

Come dirgli che sono i genitori più sbagliati oggi che IL MONDO VÀ AL CONTRARIO?

Oggi sentiamo dire: vince chi non si innamora. La frase dovrebbe essere differente no? Eppure si sente dire… chi si innamora perde! Lo dice l’amico che soffrirá del tempo in cui non ci sarai; lo dice l’amica a cui mancherà la compagnia nell’uscita del fine settimana. Ma se ci penso, se dovessi fare una top ten la cosa più meravigliosa che metterei é innamorarsi, con tutta la perdita che questo può implicare. Perché quando si è innamorati c’è solo guadagno: si è  meno egoisti e più giusti, più pieni, più empatici, più nobili e accettati, piú liberi . E se ci si innamora della persona sbagliata comunque non perdi anzi continui a guadagnare apprendendo ad amare te stesso. E tornerai ad innamorarti anche se non lo credi possibile. Per cui resto nella mia posizione contraria al mondo secondo gli insegnamenti ricevuti; dicendo colui che NON si innamora perde: perde un tramonto insieme, perde un altra lingua chiamata sguardo, perde la magia di sentirsi tutt’uno con un altro. Perde la gratitudine di contribuire alla felicità dell’altro. Perde la garanzia di trovare un posto sicuro in un semplice abbraccio. Perde il sublime che c’è nell’ intimità di aprirsi a vicenda spalancando il cuore al partner esternando paure, sogni e sentimenti. La solitudine è preziosa però quando arriva il momento bisogna amare: incondizionatamente, senza riserve, senza pregiudizio e limiti. Amare senza la paura di perdere o di includere. Senza alcun piano supplementare nel caso vada male ma con fiducia e impegno affinché ci sia amore e partecipazione. Crescita corrisposta e disponibilità.

E poi sentiamo dire che è meglio essere furbi, piuttosto che onesti, sinceri, buoni, ma anche generosi di gesti e di sentimenti; che il mondo per quest’ultimi è duro e pronto a fotterli. Me lo sono sentito dire tante volte: svegliati che la guerra è finita! Sei troppo buono! E tante volte ho provato a cambiare ma ciò significherebbe diventare uno dei “contrari”. E non sarei io, perderei la mia essenza. Quindi preferisco, seppure il mondo continui a provare fottermi, rimanere me stesso con i valori ed i principi che mi sono stati insegnati per quanto sbagliati siano.

Preferisco rimanere sensibile ed ingenuo invece che trasformarmi in un bugiardo, un approfittatore, uno sleale.

Ho imparato a far fronte a questo e a prevenirmi con: l’astuzia, la sagacia, perspicacia, intuizione; con la malizia che quasi sempre hanno una connotazione negativa. Anche se la sagacia la intendo nel cambio; nel rendere più piccole le ingenuità; a identificare con intuizione e perspicacia fino a che punto le persone possono entrare nel mio mondo ed il modo in cui devono dimostrare di essere degne per farne parte; con l’ astuzia a tenere alla larga alcune situazioni scomode. Tutto senza perdere il brio, la gentilezza, la nobiltà negli intenti senza che il mondo mi tolga la bontà perché mi è stato insegnato che questo è tutto il necessario.

Vediamo un mondo che ostenta con foto e video viaggi, lusso, benessere e sfarzo che si è ricchi solo avendo questi; Ascoltiamo il povero cui si domanda cosa possiede rispondere: una sola soffitta senza rendersi conto che ha fiumi, laghi, stelle, e cieli immensi; boschi, fiori e praterie. Si ha il dominio su questo e molto altro. Guardandosi dentro abbiamo tutto eppure non lo si realizza. È come se l’uomo immerso nell’acqua si lamenta di avere sete, ed immerso nell’acqua si lascia affogare. Si va avanti alla riscossa di un tesoro nascosto che non sappiamo dove sia con accidia e egoismi come comanda il mondo. Aspettiamo il bus per la felicità con arcobaleni, unicorni e desideri irrisori. Pagando un biglietto ogni volta a prezzo troppo alto con soldi non sudati o prestiti dai bancari pur di apparire o toglierci lo sfizio. Eppure mi è stato insegnato che la felicità non è mai al di là delle braccia di chi ti ama….

Sentiamo dire ama ciò che fai e non lavorerai un giorno della tua vita. Però penso che nel frattempo ci si dimentica della vita, si trascurano figli e affetti per inseguire obbiettivi finanziari e personali; per garantire il “vizio” ai stessi figli ai quali non vogliamo far mancare niente rispetto ai bambini che eravamo noi o alla prole altrui con competizione; proteggendoli come in una bolla di cristallo e giustificandoli per la qualunque senza impartire insegnamenti se non quello che il mondo è al loro servizio e non loro al servizio del mondo.

È tutto sbagliato: io, i miei genitori, i loro insegnamenti. Ma va bene così ci sto bene ormai nel mio mondo erroneo.

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