pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Il veggente, il visto e il paradiso.

Per qualche periodo nelle discussioni col mio psicoanalista, nelle varie letture e nel mio profondo meditare mi sono scontrato spesso con una parola che molto mi ha dato da pensare: DISTACCAMENTO.

Inizialmente la interpretavo erroneamente come mancanza di interesse, un grosso “sticazzi” a quello che si palesava di volta in volta nelle mie dinamiche quotidiane in tutti gli ambiti: relazionali; lavorativi; personali. Questo mi ha portato non poche difficoltà perché ad un certo punto ho dovuto fare i conti con il risultato di quel disinteresse arbitrariamente scelto con conseguenze di raffreddamento nei rapporti e ulteriori problematiche a livello emotivo e pratico.

Quando poi ho preso confidenza con il discorso e con la filosofia induista; taoista; e spirituale in generale ho compreso meglio il concetto.

Nulla è debito toccare il mio stato di serenità naturale!

Ho appreso per mezzo del kriya yoga a discernere dal mio essere attaccato alle cose indipendentemente da quale ambito di vita riguardassero passando dall’essere una marionetta in balia dei fili al burattinaio di me stesso.

Comprendendo l’importanza di stabilirsi in una coscienza “testimone” dove una persona può provare piacere senza farsi coinvolgere troppo e dove un disturbo temporaneo può essere vissuto senza perdere la consapevolezza dell’anima. Sono diventato “un veggente” , non fraitendetemi non vedo il futuro, intendo dire colui che vede e osserva; che comprende il visto senza identificarsi con l’impressione che la mente crea. Testimone di ciò che osservo vedendo con chiarezza, senza indebito coinvolgimento emotivo e senza confusione mentale ciò che è, ed anche cosciente che tutto comunque si materializza per il fine ultimo di creare un’esperienza utile ad elevarmi ogni giorno affronto i mari tempestosi del mondo sulla mia barchetta di carta con la sicurezza di essere una coscienza suprema ed eterna, immacolata e libera che è UNO indivisibile e non duale; che ha la natura della beatitudine, verità, conoscenza e infinità. Applico questo credo e questa mia conoscenza del mio sè per mantenere un distacco e una serenità che perdura nonostante le situazioni con ottima riuscita direi;

Mantenendo la considerazione che ogni anima è pura coscienza e che per rapportarsi ai mondi relativi usa: la mente; gli organi di senso ed il corpo fisico. Guardo l’universo attraverso una visione interiore cosciente che la ragione umana non può spiegare la creazione, la dissoluzione e la nuova creazione. Cosi facendo ho fatto di me un anima libera che può vivere il mondo senza indebiti influenzamenti trascendendo il regno di maya ( dell’illusione e della percezione ) rimanendo immerso nell’essere a testa alta e con gli occhi ed il naso all’insù. Ho scoperto il mio paradiso.

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