pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Bisogni…. fragili, futili o essenziali?

Chi ha bisogno di cosa?

È una domanda che negli ultimi giorni balena insistentemente nelle mie meditazioni.

Mi trovo a fare i conti con i miei bisogni. Non so a quanti di voi capita di ascoltarsi a tal punto da porsi queste domande. Ho un blog non solo per puro sfogo personale ma anche per condividere le mie riflessioni, considerazioni ed esperienze e quindi….

Preso atto di essere qui per vivere esperienze volte ad una crescita; per combattere le percezioni erronee fatte dalle illusioni; impressioni; tendenze; modelli di reazione; desideri; abitudini e inclinazioni che fanno si che rimanga invischiato in schemi karmici limitanti, mi pongo questa domanda al fine di comprendere meglio dove si trova la quiete dei pensieri che vengono dalle mie necessità; di cosa ho bisogno?

Mi rendo conto di quanto le risposte, almeno inizialmente rimangano nel materiale, aggrappate alle aspettative che, in un modo o in un altro, portano alla delusione o quanto meno alla continua alimentazione di un ego mai sazio.

Potrei aver bisogno di attenzione e considerazione ma poi questa attenzione non sarebbe mai abbastanza oppure limiterebbe le mie libertà nel momento in cui si trasformassero in condizioni opprimenti di rendicontazione quotidiana o schemi monotoni atti a far morire i rapporti.

Oppure di comprensione ma questo potrebbe essere limitante nella crescita se chiunque mi accettasse per ciò che dico o faccio senza pormi di fronte ad un genuino e sano confronto con punti di vista differenti.

E ancora potrei dire di avere bisogno di una vacanza, di una macchina nuova, di una nuova casa eppure anche queste sono cose che restano legate a qualcosa di grossolano, che sì, possono dare benessere ma allo stesso tempo nulla portano alla consapevolezza del proprio essere. Resta un qualcosa che dà la felicità solo in un primo momento, sono solo un’illusoria gratificazione. Si dice i soldi non facciano la felicità proprio per questo motivo credo: perché per quanto possano creare uno stile di vita agiato e soluzionare alcune dinamiche quotidiane allo stesso modo non portano ad una completezza della consapevolezza della propria essenza e quindi ad una serenità interiore che indica veramente la via ed il perché si è in questo mondo; e anzi spesso se mal gestiti in termini di sentimenti altro non fanno che alimentare un perpetua rincorsa a qualcosa che sempre mancherà.

Per cui in questi giorni al quesito sui miei bisogni mi sovviene un’ unica risposta:

DELLA SOLA CONSAPEVOLEZZA DI “DIO” IN ME E DI ME IN “DIO”. In altri termini meno religiosi per chi vuole essere eretico:

Sapere di essere un semplice raggio della coscienza cosmica che sta facendo un’esperienza fisica terrena nella quale tutto o quasi è già scritto. Concepire almeno un barlume di idea alle domande che da sempre l’uomo si pone: chi siamo, da dove veniamo e perche siamo qui? Andare oltre il conosciuto e il banale superfluo; Trovare la propria missione di vita nella ricerca della comprensione di qualcosa che vada oltre il materiale e l’egoico. Tutto questo almeno in me crea uno stato di serenità e di libertà assoluta da tutti quei legami relazionali, sociali e possessivi che in passato hanno dato vita a stati emotivi corrotti e fuorvianti, prorompendo poi in frustrazioni delusioni,ed insoddisfazione ( tutto percepito in quanto una volta distaccata la mente dall’essere si comprende che è tutta una mera illusione alla quale ci attanagliano per “malattia” )

Per arrivare ad una tale considerazione sono dovuto passare attraverso la gratitudine di ogni singolo momento di ogni singola esperienza; analizzare gli schemi che spesso mi hanno tenuto bloccato dal viverle con serenità rovinando spesso quello che con tanta nevrosi desideravo sulla base di quello che sembrava un bisogno fondamentale (percepito) e che invece era per l’appunto solo ego.

Insieme alla gratitudine arriva poi l’amore. Per andare più nel dettaglio su cosa sia l’amore mi ricollego a due vecchi post in cui parlo di questo descrivendolo nella semplice equazione: AMORE= LIBERTÀ + RISPETTO https://lalunatraledita.com/2023/07/24/un-percorso-per-lequilibrio/ e anche https://lalunatraledita.com/2023/07/16/prima-riflessione-sullamore/ ) .

Sono tante le riflessioni da fare sui bisogni ed è necessario riconoscerli e interpretarli con oggettività. Tutto questo aiuta ovviamente il distaccamento da quelli che sono gli egocentrismi e gli schemi limitanti ma anche le necessità di possesso un mix che limita il vivere nel qui ed ora e proietta la felicità a qualcosa che perennemente viene rimandata.

Trovo proprio per questo utile dire che la felicità sta nella consapevolezza e nell’osservazione oggettiva del proprio sè più profondo.

So che concetti come questi possono risultare assurdi, anacronistici e utopici e che altro non sono che un mio punto di vista che può essere sposato oppure denigrato. A ognuno la propria considerazione con l’augurio che sia quanto più oggettiva non tanto per avere manforte ma per avere uno spunto di riflessione ed un confronto con la propria coscienza; poter crescere nel proprio, tenendo conto sempre e comunque dei bisogni altrui per RISPETTARE, LASCIAR LIBERI ED ESSERE LIBERI DI VIVERE NELL’ AMORE E NELLA GRATITUDINE prerogativa fondamentale per la propria quiete.

Una replica a “Bisogni…. fragili, futili o essenziali?”

  1. La felicità é uno stato interiore✨️🙏🏻

    "Mi piace"

Lascia un commento