pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Una giungla di fine estate.

È sera, la fine di Agosto bussa alla porta dell’autunno che comincia a far capolino. Il vento ulula come lupi affamati in un bosco di anime chiuse dietro alle finestre e davanti a schermi o libri mentre cammino per le vie del centro. Le onde ruggiscono in lontananza tra la preoccupazione di naviganti turisti e pescatori ricordando la sua forza alla città di mare ormai dalle strade deserte. Grandi sbruffate di acqua si ergono sul frangiflutti che protegge il porto lasciando intendere quanto le previsioni che davano 7 metri di onda erano azzeccate. Mentre vagabondo ammiro silenzioso questo frastuono sordo fatto di natura. Gli alberi piegati perdono pezzi come un aereo in avaria dopo essere stato colpito in battaglia. Rifletto sulla mia situazione identificandomi un pò in loro:

Nell’ultimo anno, nell’ultimo periodo mi sono visto cadere a pezzi, ho dovuto imparare a far fronte ai miei stati emotivi cercando di darmi pace tra un fallimento professionale, relazionale e personale. Come un giocatore di poker in all in che si vede calare una scala al colore mentre ha un buon punto sulle mani, mi sento sconfitto, un pò sfortunato ma grato di assimilare l’esperienza.

Proseguo passo dopo passo indisturbato mentre mi sento stanco e pesante seppure cosciente del fatto che sto cercando di muovermi da una condizione ad un’altra; Cercando di cambiare le mie tendenze visto che sono a conoscenza di oscurità in me e fuori che mi hanno portato a questa condizione. Come un cavallo, un cane o una capra che si accorge di essere legato ad un palo solo nel momento in cui arriva lo strattone; come Gulliver legato dai lillipuziani se ne accorge solo al risveglio. Del mio risveglio anche se graduale, di questo si tratta.

Proseguo a passeggiare mentre cartacce e foglie mi seguono e avvolgono. Cade qualche goccia che lascia presagire un’ altra raffica di pioggia. Mi apposto sotto al portico di un palazzo e accendo la sigaretta. la città muta sembra mi osservi mentre io osservo lei che regala le ultime emozioni. La luna passa tra le nuvole timidamente, lo intuisco dai fiochi raggi che filtrano attraverso il blu profondo quasi nero del cielo prima che, spinta da raffiche di vento che tira a forti scatti, l’acqua sferza nell’aria in nubi fitte come nebbia. Grandi gocce si riflettono sotto le luci dei lampioni che costeggiano la piazza dove da quasi 7 anni passo la maggior parte del mio tempo e nella quale ho cercato di dare il mio massimo. Ancora pochi giorni mi separano al saluto finale. Mi lascio bagnare, quasi a cercare una purificazione dagli errori commessi durante questo tempo prima di andarmene chissà dove. Chiudo gli occhi e tuffandomi in strada la prendo come una benedizione che spero mi liberi definitivamente.

Completamente bagnato sorrido, mi guardo intorno tra le luci e le ombre attorno e dentro di me, ci faccio pace e le considero come mie parti. Libero ma con tanta paura come un uccellino che guarda la porta della gabbia aperta e tuttavia stenta a volare  fuori, nella giungla del mondo ma anche nella giungla interiore fatta ancora di scoperte e prove. Volerò

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