pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Oltre il visibile concesso

Il colore azzurro del cielo si mescola al blu del mare, rigoli bianchi che disegnano le increspature si avvicinano a me che li seguo da lontano ritmicamente scintillano oro fino a toccarmi i piedi: un gioco di luci che il sole condiziona col suo sorriso benevolo sopra ogni cosa. In silenzio ammiro la bellezza avvolto dai profumi di cocco, misto a sale; sotto di me la sabbia calda a coccolarmi: come il calore materno fa con il proprio figlio la terra mi accoglie con lo stesso senso di morbidezza. Il vento solletica la pelle massaggiando ogni parte del corpo, rendendola fresca e asciutta e allo stesso tempo espirando un respiro lungo che si fonde con il mio. Un senso di estasi nella stasi. Tutto è fermo eppure tutto si sta muovendo. Mi ritiro nell’ ammirazione della meraviglia che tanto spesso passa inosservata per abitudine e banalità del credere di poterla dare per scontata. Vado oltre il paesaggio, oltre l’orizzonte dove altri colori di altra forma si nascondono solo agli occhi fisici; che si mescolano ed intensificano come su una tavolozza di un pittore alle prime armi alla fine della sua nascente opera: monti, boschi, piante da frutto e laghi nascosti, fiori variopinti su tappeti erbosi di dicondra fresca e animali che vi soggiornano; una perfezione naturale arriva nell’ occhio che tutto vede bussando alla porta del cuore ancestrale dell’essere; un ricongiungimento col creato che riempe l’anima di un tesoro sotterrato nel caos del mondo non mondo: MAYA, l’illusione. Qui invece tutto è in perfetta sintonia, ogni cosa al suo posto.

Perdo i sensi seppur cosciente. Non sento niente, eppure sono presente. Presente a me stesso, al mio respiro, alla mia energia pura e semplice, fuori da scheletro e carne dentro alla mia essenza ; come in un sogno al quale non manca niente. Vigile. Completezza e pienezza perfezione nel difetto, come una stella che nasce dal caos in assenza di gravità, libero. Mi riconosco nell’ immensità dell’universo, riconosco il cambiamento che dà la vita, resto calmo dentro, equilibrato; Siamo illusione e divento consapevole della mia immortalità e della gioia nell’essere eterni. Rimugino sul pensiero  che sono eternamente stato con “LA FONTE”, “DIO”, L’UNIVERSO, per poco, per il respiro di fugaci reincarnazioni. Che altro non siamo se non illusioni e che siamo liberi in lui per sempre.

Mi libro nell’aria volando nell’etere, viaggiando a ritroso ripercorro la strada, torno ai miei piedi torno al mio corpo, come un colibrì che si imbuca in una gabbia, così ora mi sento. Un senso di oppressione misto a benessere. L’oppressione di una prigione e il benessere di sapere che fuori, in qualsiasi momento posso tornare a vedere oltre il visibile concesso.

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