
Negli ultimi giorni, mi sono un pò distaccato dagli impegni e dalla vita sociale; sto molto di più da solo cerco di meditare, di osservare i miei stati d’animo e tutto quello che mi appare all’occhio interiore. Mi capita di passare 40 minuti a volte anche più di un ora e mezza in posizione, talvolta a gambe incrociate altre volte seduto, altre ancora sdraiato estraneando i sensi; come se perdessi conoscenza mantenendo la coscienza della mia presenza, del mio solo respiro. Gli unici suoni che tuttavia continuo a percepire, a seconda di dove io mi trovi sono il suono delle onde quando sono al mare e il vento indipendentemente da dove io sia, quest’ultimo nelle orecchie, sulla pelle seppure una leggera brezza ma comunque sempre presente.
In questo tempo il buio si alterna a luci prevalentemente dorate, si muovono a onde interiori come un aurora boreale, o come le linee del suono degli stereo di qualche anno fa. Quasi come voler indicare una carica di energiaa. A volte si alterna qualche colore vivace che mi sorprende finché tutto si focalizza in una luce centrata tra il violetto, il bianco ed il rosato, proprio nel centro. Ogni pensiero si perde, la sensazione di sentirsi una presenza cosciente di sé stessa e della sua presenza nel mondo mi ammalia; uno stato di serenità, gratitudine e pace mi sospinge a sentire amore verso la creazione; ci si sente come una presenza che calma, forse perché dentro di sé si è calmi.
Talvolta forse per un gioco della mente inizio a visualizzare scene che non definirei dettate dal pensiero. Quando mi capita questo osservo: i particolari, il contesto e le emozioni che mi suscitano cercando di capire se ci sia un messaggio o una lezione da apprendere.
Posso giurare che non faccio uso di nessun tipo di droga eccitante, psicotropa o allucinogena. Potreste essere scettici perché non vi è capitato di meditare o semplicemente perché ognuno di noi quando lo fa vive delle sensazioni assolutamente personali.
Ogni tanto mi capita di “assopirmi” a tal punto da vivere una situazione tra l’onirico ed il reale percependo addirittura a livello sensoriale oltre che emozionale qualcosa. In quei casi devo ammettere diventa difficile tornare in piena coscienza tanto quanto distinguere se reale ciò che sto vivendo. Mi è capitato più di una volta di voler restare lì a vivere quella situazione almeno fin quando non ho realizzato di essere in una dimensione non “reale”, ( credo, e ci credo davvero, che un fondo di realtà ci sia sempre) o meglio non materiale e quindi non propriamente alla dimensione a cui appargo.
Non posso certo negare che a volte trovo qualche difficoltà di concentrazione, una volta un insetto, un altra un pensiero più insidioso, un altra ancora un dolore o intorpidimento di qualche parte del corpo dovuta alla posizione rovina il centramento. Ci sta! Sono ancora un novellino… Al di là di questo devo dire che riscontro una qualità della vita differente, lo confermano nonostante i più frequenti momenti che mi ritaglio per me stesso e per questa pratica le mie relazioni sociali e spero anche nella percezione che si ha di me dall’esterno, almeno quella di chi ha avuto modo di conoscermi un annetto fà o più…
Comincio a vivere nella gratitudine verso ogni singolo piccolo elemento, nella serenità della fede, e nella pace: cosciente che sia la via da percorrere e non una mèta da raggiungere. Questo non significa che sia diventato un santone o una persona che non si arrabbia per le cose a cui da importanza, piuttosto do il valore alle cose relazionandole a quanto queste siano essenziali, considerando anche il punto di vista della controparte, comprendendone le ragioni e accettando le diversità. Escludendomi insomma come portatore di verità assoluta.
Capita, lo ammetto che l’ego mascherato da orgoglio, superbia e vanagloria vengano a trovarmi portandomi in dono la tentazione del giudizio ma posso dire di essere stato bravo in questo primo mio anno di scoperta del mio sè a riconoscere una situazione simile e chiuderla sul nascere.
Alla fine di tutto un sorriso mi nasce sul volto considerando a quanto magnifico, misterioso e sorprendente sia l’universo chè tale e quale al corpo umano ed alla sua coscienza o meglio supercoscienza della quale tuttavia dobbiamo farne conoscenza. Realizzando che la meditazione non è una via di fuga ma la scoperta della saggezza nella saggezza, un paradiso portatile nel proprio cuore.
D’altronde se da millenni in molte culture, spesso longeve guidate da saggi che hanno formanto nella storia filosofi e discepoli tramandando e praticando questa “disciplina” che tutt’ora viene svolta, ed oggi addirittura consigliata dalla scienza un filo da seguire ci sarà no? Bene! Per ciò che mi riguarda da qualche mese ho scelto di seguire quel filo e di tessere la mia tela certo che ne verrà fuori un drappo di straordinaria bellezza.

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