
Pensi di essere arrivato ad una conclusione: la conclusione che ti porta a risorgere, a trovare una nuova strada, a costruire un nuovo castello sul bagnasciuga stavolta più fortificato; Ma altro non è che quello: un castello sul bagnasciuga destinato ad essere buttato giù dalla prossima onda. E così ti ritrovi di nuovo da capo a dodici.
Pensavi che quella barchetta di carta che rappresenti nel mare in tempesta chè la vita avesse finalmente trovato un golfo più calmo, un’approdo sicuro, libero dalla burrasca dei sentimenti e delle emozioni; Ma nulla, c’è ancora da navigare, o da tirar su mura di cinta e scavare fossati per fortificare e proteggere il castello.
È proprio vero per quanto tu possa correre lontano i fantasmi del passato te li porti sempre dietro. È cosi per tutti, vale come legge universale; Cerchiamo di aggrapparci al caso, alle coincidenze, alle convinzioni e al desiderio come conchiglie su uno scoglio, e, nel caso di chi meno consapevole di cosa vuole o di chi si accontenta va bene così; Va bene farsi crescere quella patina di alghe in un ambiente statico, limitato a quello che è quel pezzo di pietra caldo al sole e freddo la notte: caldo come i pensieri illusori della quotidianità dai quali tutti siamo attratti e freddo come la realtà che ti mostra che tutto ciò che hai non è niente di ciò che realmente volevi; Dove può al massimo arrivarti qualche schizzo delle onde che di volta in volta si infrangono su di esso. In altri, nei casi più coraggiosi, ci si rituffa in mare aperto in balia di predatori e delle correnti della vita che ti sballottolano e sconquassano di qua e di là con la speranza di arrivare su una spiaggia tranquilla dove poter trovare la propria dimensione.
Va di pari passo alla crescita ed al percorso interiore che uno fa; Come detto in altri articoli non si smette mai di analizzarsi e quindi di mettersi in gioco. A volte capita di farlo da soli altre in compagnia di amici che ti guardano oggettivamente e sinceramente chiedendo cosa cazzo tu stia facendo? Dove vuoi arrivare? Cosa vuoi ottenere?
Resta sempre quella la risposta ed arriva mediante il silenzio e l’ascolto interiore.
La realtà è che siamo sempre quasi tutti disposti ad aprirci agli altri, a far capire le nostre sensazioni, sentimenti ed emozioni e per quanto possa essere importante e virtuoso da fare bisogna poi trovare il coraggio di ascotare con oggettività anche ciò che le persone hanno da dirci a tal riguardo; A volte può valere la libertà: emotiva, di scelta e di reazione; Un punto di vista esterno serve per riprendere contatto con una dimensione che spesso ci dimentichiamo specialmente quando si è centrati e concentrati su se stessi: la dimensione del reale, quella che ti mette di fronte il mondo vero e non quella legata esclusivamente alla tua spiritualità o introspettiva osservazione; Già, perchè in fondo ci si affanna spesso per arrivare alla propria evoluzione, ad elaborare i propri trascorsi e percorsi che ci hanno portato ad avere determinate consapevolezze, talvolta ad espletarle ma a nulla serve se di rimando non c’è risposta dal mondo esterno; Fa parte delle caratteristiche umane il conformarsi ad un determinato gruppo, rientra nella coscienza collettiva che ci vede parte della società e che è orientata verso una delle più grandi virtù e vizi benché verità, l’unico bisogno umano davvero sentito: l’ amare e l’essere amati; Non ci sono altre vie dal momento che l’amore muove tutto, ed è forse lo stesso amore che può essere paragonato al mare: A volte lo si trova in tempesta, altre quieto, talvolta rispecchia le nuvole in cielo incupendosi, altre ancora splende sotto i raggi del sole o di una luna argentea, rossa o dorata che sia; Prende sfumature diverse in ogni tempo e spazio, è tutto intorno a noi, può inghiottirti e trasportarti, ti fa riflettere, è forte e ti sballottola; E quindi l’amore per me è come il mare; È forse proprio questo motivo per il quale i spagnoli lo chiamano la mar.
Ho scoperto ancora una volta di quanto tutto sia legato al giudizio, all’auto-giudizio, a ciò che secondo noi stessi è giusto o sbagliato; Giudicare è una croce che portiamo dall’alba dei tempi sotto la quale passo dopo passo le ginocchia vacillano tanto quanto fa vacillare le relazioni che coltiviamo quando ne siamo appesantiti; È qualcosa dalla quale è difficile staccarsi ma è necessario farlo per il bene della propria pace e serenità interiore; Qualcosa che ti mette di fronte le diversità del mondo evidenziandole ma dalla quale, in attitudine all’accettazione di queste, se ne può trarre il massimo risultato apprendendone ogni volta qualcosa di nuovo e profondo.
Ognuno di noi, me capofila, non vede l’ora di arrivare alla mèta per poter mollare il peso delle pressioni, delle aspettative e talvolta delle idealizzazioni su determinate dinamiche di vita; Sto lavorando per creare un distacco da questo, per indossare una veste fatta di temperanza, forza e pazienza come uno sposo a dieta che deve entrare nel vestito comprato mesi e mesi prima; Risulta difficile in un mondo che è un ristorante a cielo aperto con un buffet infinito a tentarti con le mille prelibatezze; Ma il punto da tenere a mente è quanto possono farmi stare male quei cibi che mi si pongono davanti? Quanto lontano mi possono portare dall’indossare il vestito da mettere all’altare?
Penserete che similitudini strane che fà questo ma dove vuole andare a parare? Ogni tanto me lo domando anche io insieme a molti altri punti interrogativi che per lo più sono relativi al giusto e sbagliato nella mia vita. La risposta resta sempre una e una soltanto, forse fittizia e fallace, ma sempre congrua e coerente con i miei valori etico-morali che molte volte vengono messi in discussione dalle conchiglie aggrappate allo scoglio mentre vedono un suo simile tuffarsi: l’amore e la fede; e nel frattempo quello sballottolio del mare cerco di godermelo come un bambino in fasce cullato dal genitore; Continuando a navigare silenziosamente, imparando dall’acqua ad essere: generoso ed altruista che tutti serve, sapendomi adattare a tutte le situazioni, dipendendo dall’energia interiore che mi porterà ad essere fluido, solido o libero e leggero come nello stato gassoso; Sviluppando la stessa umiltà, riconoscendo il mio ruolo e calzandolo con coerenza al mio essere e sentire per creare indipendentemente dal giusto e sbagliato, l’unità.

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