pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Io contro me

Nell’ultimo articolo ho fatto un quadro dell’Ego e del conseguente narcisismo, e, sentendomi non esente da questo ho meditato molto su quanto queste due componenti hanno condizionato la mia vita.

Facendo una retrospezione delle mie relazioni e del mio modo di essere nella coppia, nella società e in tutti gli ambiti legati al mondo esteriore ma anche interiore, sull’attaccamento al materiale. Ne è uscito fuori potrei azzardare a dire un disastro che però si sta aggiustando con questo percorso, complice non solo il mio lavoro disciplinato e desiderato su me stesso ma anche lo psicoterapeuta che mi assiste Raffaele Cavaliere che ringrazio e raccomando a tutti.

Ho cercato sempre di mantenere il controllo su ogni cosa, persona o situazione imponendo il mio modo di vedere le cose altroché limitato, ho rincorso ossessivamente posizioni sociali, relazionali, affettive, possessione di situazioni, di persone, attaccamento alla materialità.

Ad oggi mi trovo a combattere con un atteggiamento consolidato nei 36 anni di vita che mi hanno fin’ora formato. Una lotta contro me stesso senza esclusione di colpi tra mente vecchia e mente nuova. Una lotta tra urla egoiche e urla eroiche.

Sì, eroiche perché mi rendo conto che ci vuole davvero un gran coraggio per mettere in discussione una vita intera.

Il passato è sempre caratterizzato, se lo si guarda da lontano, da giochi di potere, manipolazioni e circoli viziosi dovuti alla mancanza, alla dipendenza, alla richiesta di “sempre di più” e di questo se ne può essere vittima e carnefice. A tutti capita, a tutti è capitato, a tutti capiterà se non si è consapevoli delle proprie emozioni e se non ci si ascolta davvero con tutta l’anima, quella pura e vergine dalle corruzioni del mondo esteriore.

Tutt’ora, a volte, subisco quell’Ego legato alla frustrazione per insoddisfazione ma a differenza di qualche mese fà riesco a riconoscerlo e cerco mille modi per metterlo a tacere. Lo sport, la compagnia di persone genuine, l’attenzione al respirare ed al battito del cuore che detta la vita e dunque la vita intorno a me: le luci ed i colori, le situazioni che fanno bene agli occhi e che lasciano sognare l’anima in qualcosa che seppure non mi appartiene in qualche modo ne faccio parte, a volte attiva, a volte solo come osservatore. Sentirsi tutt’uno con l’ambiente intorno a me, sentirsi parte di tutto quello che mi circonda.

Si dice che nella vita bisogna essere i registi, gli attori e le comparse. Posso confermarlo, ogni realtà si figura a noi per come la vediamo e la verità è solo quella che noi attribuiamo alla situazione che stiamo vivendo/vedendo. A volte è necessario, come per ogni film ripetere la scena più e più volte per averne una degna di essere messa sul grande schermo della vita. Ci vuole pazienza, perseveranza, fiducia, disciplina e applicazione. Tutte virtù che sto cercando di coltivare per sopprimere i schemi mentali che ormai sono parte di me, tutto per non ricadere in quei circoli viziosi di cui sopra parlo e che rovinano l’armonia e la pace interiore.

Ci sono momenti di debolezza è chiaro alla fine l’essere umano è limitato e l’accettazione di questa condizione è necessaria per riconoscere le proprie emozioni e allenarsi ad un distacco dal mondo materiale ed egoico/narcisista. Bisogna avere il coraggio di cambiare la propria vita quotidiana, il modo di vedere le cose, sentirsi una luce nel mondo che illumina se stesso e gli altri. Bisogna vedersi agire nella maniera più virtuosa in coerenza con ciò che si vuole essere, cambiando le proprie azioni, relazionarsi ad esse manifestando la verità, l’umiltà e l’onestà verso se stessi e verso tutto ciò chè intorno a noi. Un modo per “allenarsi” a questo, almeno uno che mi sta aiutando e portando avanti in questa retrospezione/introspezione è ricordare una scena nella quale avrei agito diversamente rispettando la diversità e riconoscendo la mia parte egoico/narcisista/effimera e sostituirla con quanto avrei fatto se fossi stato consapevole in quel preciso momento applicando il mio lato sensibile, comprensiva e  amorevole, verso la parte soggetta.

Questo, credo, aiuti a scoprire la nostra vera essenza pura e genuina che accetta la moltitudine e che la ama, che vuole essere uno con tutto e fondersi con l’ambiente e la situazione circostante nel rispetto e nell’amore per se stessi e per il prossimo.

Scoprirsi luce dei nostri giorni, dei nostri pensieri e delle nostre azioni infonde un senso di beatitudine, di armonia e di equilibrio che da vita alla vita. Sentirsi tutto e niente nello stesso momento, trovare la fusione tra personalità, anima e organismo, sentirsi il centro ed il punto più distante per mantenere un equilibrio tra gli opposti. Sentire la potenza della creazione, per sentirsi piccoli, apprezzarla. Questa è la grazia per onorare la vita ed arriva come sempre cercando e scoprendo se stessi attraverso il proprio “sè” e attraverso il mondo.

È un lavoro lungo, ostico e pesante che sono certo porti i frutti desiderati visto che oggi amo di più me stesso, il mondo e tutte le perfette imperfezioni.

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