
Nell’ultimo articolo ho fatto un quadro dell’Ego e del conseguente narcisismo, e, sentendomi non esente da questo ho meditato molto su quanto queste due componenti hanno condizionato la mia vita.
Facendo una retrospezione delle mie relazioni e del mio modo di essere nella coppia, nella società e in tutti gli ambiti legati al mondo esteriore ma anche interiore, sull’attaccamento al materiale. Ne è uscito fuori potrei azzardare a dire un disastro che però si sta aggiustando con questo percorso, complice non solo il mio lavoro disciplinato e desiderato su me stesso ma anche lo psicoterapeuta che mi assiste Raffaele Cavaliere che ringrazio e raccomando a tutti.
Ho cercato sempre di mantenere il controllo su ogni cosa, persona o situazione imponendo il mio modo di vedere le cose altroché limitato, ho rincorso ossessivamente posizioni sociali, relazionali, affettive, possessione di situazioni, di persone, attaccamento alla materialità.
Ad oggi mi trovo a combattere con un atteggiamento consolidato nei 36 anni di vita che mi hanno fin’ora formato. Una lotta contro me stesso senza esclusione di colpi tra mente vecchia e mente nuova. Una lotta tra urla egoiche e urla eroiche.
Sì, eroiche perché mi rendo conto che ci vuole davvero un gran coraggio per mettere in discussione una vita intera.
Il passato è sempre caratterizzato, se lo si guarda da lontano, da giochi di potere, manipolazioni e circoli viziosi dovuti alla mancanza, alla dipendenza, alla richiesta di “sempre di più” e di questo se ne può essere vittima e carnefice. A tutti capita, a tutti è capitato, a tutti capiterà se non si è consapevoli delle proprie emozioni e se non ci si ascolta davvero con tutta l’anima, quella pura e vergine dalle corruzioni del mondo esteriore.
Tutt’ora, a volte, subisco quell’Ego legato alla frustrazione per insoddisfazione ma a differenza di qualche mese fà riesco a riconoscerlo e cerco mille modi per metterlo a tacere. Lo sport, la compagnia di persone genuine, l’attenzione al respirare ed al battito del cuore che detta la vita e dunque la vita intorno a me: le luci ed i colori, le situazioni che fanno bene agli occhi e che lasciano sognare l’anima in qualcosa che seppure non mi appartiene in qualche modo ne faccio parte, a volte attiva, a volte solo come osservatore. Sentirsi tutt’uno con l’ambiente intorno a me, sentirsi parte di tutto quello che mi circonda.
Si dice che nella vita bisogna essere i registi, gli attori e le comparse. Posso confermarlo, ogni realtà si figura a noi per come la vediamo e la verità è solo quella che noi attribuiamo alla situazione che stiamo vivendo/vedendo. A volte è necessario, come per ogni film ripetere la scena più e più volte per averne una degna di essere messa sul grande schermo della vita. Ci vuole pazienza, perseveranza, fiducia, disciplina e applicazione. Tutte virtù che sto cercando di coltivare per sopprimere i schemi mentali che ormai sono parte di me, tutto per non ricadere in quei circoli viziosi di cui sopra parlo e che rovinano l’armonia e la pace interiore.
Ci sono momenti di debolezza è chiaro alla fine l’essere umano è limitato e l’accettazione di questa condizione è necessaria per riconoscere le proprie emozioni e allenarsi ad un distacco dal mondo materiale ed egoico/narcisista. Bisogna avere il coraggio di cambiare la propria vita quotidiana, il modo di vedere le cose, sentirsi una luce nel mondo che illumina se stesso e gli altri. Bisogna vedersi agire nella maniera più virtuosa in coerenza con ciò che si vuole essere, cambiando le proprie azioni, relazionarsi ad esse manifestando la verità, l’umiltà e l’onestà verso se stessi e verso tutto ciò chè intorno a noi. Un modo per “allenarsi” a questo, almeno uno che mi sta aiutando e portando avanti in questa retrospezione/introspezione è ricordare una scena nella quale avrei agito diversamente rispettando la diversità e riconoscendo la mia parte egoico/narcisista/effimera e sostituirla con quanto avrei fatto se fossi stato consapevole in quel preciso momento applicando il mio lato sensibile, comprensiva e amorevole, verso la parte soggetta.
Questo, credo, aiuti a scoprire la nostra vera essenza pura e genuina che accetta la moltitudine e che la ama, che vuole essere uno con tutto e fondersi con l’ambiente e la situazione circostante nel rispetto e nell’amore per se stessi e per il prossimo.
Scoprirsi luce dei nostri giorni, dei nostri pensieri e delle nostre azioni infonde un senso di beatitudine, di armonia e di equilibrio che da vita alla vita. Sentirsi tutto e niente nello stesso momento, trovare la fusione tra personalità, anima e organismo, sentirsi il centro ed il punto più distante per mantenere un equilibrio tra gli opposti. Sentire la potenza della creazione, per sentirsi piccoli, apprezzarla. Questa è la grazia per onorare la vita ed arriva come sempre cercando e scoprendo se stessi attraverso il proprio “sè” e attraverso il mondo.
È un lavoro lungo, ostico e pesante che sono certo porti i frutti desiderati visto che oggi amo di più me stesso, il mondo e tutte le perfette imperfezioni.

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