pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

A ognuno la sua verità

Mesi e mesi a guardarmi allo specchio, analizzando errori, schemi comportamentali, meccanismi di autodifesa. Trascorsi, eventi, traumi. Successi, egocentrismi, narcisismi ed egoismi.

Mesi ad elaborare, riconoscere e capire le mie emozioni per esternarli senza fare nè farmi male. Discorsi con me stesso, con gli amici, col mio psicoterapeuta. Tante pagine lette forse una per ogni minuto contenuto in ognuno di questi 8 mesi stessi. Libri di ogni genere: saggistica, psicologia, filosofia, esoterismo, scienze quantiche, ore a compilare diari e quaderni incentrati sull’autoanalisi. Podcast e audiolibri ascoltati in auto al posto della musica. Per arrivare alla mia verità.

Ma cos’è la verità di ognuno? La verita è  quella vocina che nemmeno senti che ti dice chi realmente sei e non bisogna nemmeno stare troppo in silenzio per ascoltarla. È quel derivato del tuo essere, del tuo agire senza starci troppo a pensare.

Quale sia la mia è tutto in divenire, credo, come per tutti perché basata sulle scelte che quotidianamente una persona fà. Perché siamo sempre in continuo cambiamento. Nonostante ciò potrei dire che la mia verità è quella di una persona spesso ingenua, ma radicata sui suoi sani principi. Che ultimamente ha messo da parte il giudizio per sostituirlo con la comprensione, entrambe riferiti, non solo al mondo ma soprattutto al “sè”… già a volte siamo noi stessi i primi a giudicarci e spesso anche severamente, eppure ho imparato a lasciar perdere questa lotta interiore per lasciare spazio a qualcosa di più profondo che solo alcuni, nel tempo, hanno riconosciuto in me, prima di quanto non lo abbia fatto io.

È quella di una persona che sempre mette davanti il bene e solo di rado viene accettato da chi quel bene se lo sente dedicato. È quella voce che dice di far stare sù gli altri specialmente quando io per primo sono giù di corda. È quell’essere o fare lo scemo per strappare un sorriso, rompere il ghiaccio o sdrammatizzare un evento passando da idiota, quando di idiozia per me ci sarebbe solo il fatto di evitarlo. È  quel modo di essere gentile e dolce quando forse solo per me vale. È il consolare, sostenere, incitare e dare la spinta a chi sento ne ha bisogno. È l’essere razionale, moralmente ligio nel far presente la mia idea a volte con spocchiosa arroganza a volte con posatezza a seconda delle circostanze e della verve del discorso, a seconda di quanto ci tenga alla persona o al tema con il quale approccio.

La verità di ognuno a volte resta scomoda specie per chi non capisce, e per chi non ascolta, o per chi non vuol fare né l’ una né l’altra cosa, peggio ancora se proiettato su se stesso questo concetto. E quindi per chi non vuol vedere la sua di verità, perché troppo impegnativa e spaventosa da indossare o riconoscersi cucita addosso.

Ci sarebbe, credo di poter parlare per tutti, da scrivere un libro sulle verità nascoste che ognuno di noi cela nel proprio “io” ci vorrebbero le cuffie per sopraffare quella vocina che dentro di noi parla a bassa voce nel frastuono della quotidianità. Anzi per molti risulta come un ronzio fastidioso messo a tacere, con feste, viaggi, diversivi. A volte ci si poggia sulle persone usandole come powerbank finché una volta basse di energia si passa ad altro saltando qui e là, di persona in persona, senza rendersi conto che non si sta formando una propria identità, bensì si sta solo posticipando un malessere che presto o tardi andrà affrontato pagandolo a caro prezzo, con solitudine e smarrimento. Con quel senso di incertezza su chi si è veramente. Questo capita ai narcisisti, agli edonisti ( quelli che pensano che la vita sia solo un divertimento e che non si assumono le proprie responsabilità né di quel che fanno né delle conseguenze) agli egoisti.

La mia verità è fatta di pause silenziose e riflessive, dedite all’ascolto di ogni cosa che viene da dentro e da fuori. È fatta dei suoni della natura, dal dialogo sincero con qualcuno e con me stesso. La trovo tra palazzi di grandi città e le sue larghe strade, musei, monumenti. È fatta di apprezzamento verso il bello e della condivisione con chi sa apprezzarlo e condividerlo a sua volta. Con chi sà riconoscere quel lato di me sensibile ai piccoli gesti sentiti e veri, a quelle espressioni di curiosità sul mio viso che oltre non vanno ad un’ ingenua domanda senza sfondo di superbia se non quello del confronto. Non nascondo che per trovarla sono dovuto però passare per i vicoli della mia mente, i più oscuri, angusti, dimenticati. Facendomi largo tra roghi ed erbacce infestanti, proprio come succede quando non ti prendi cura del tuo uscio di casa da molto tempo, proprio come un’ edera che ricopre una parete sotto la quale riscopri mille finestre pronte ad essere aperte per illuminare ogni stanza dentro di te. Una volta che succede riesci a vedere meglio. È come se da uno specchio appannato si togliesse quell’ umidità che offusca l’immagine, come se a qualcuno con poca vista gli si ponessero sul naso gli occhiali. E ti riconosci.

È un tornare a vedere e a vivere coi propri occhi la realtà di sé stessi allontanando la paura. La paura della perdita, della delusione, della frustrazione. È qualcosa legato strettamente al sapere che nulla ci appartiene se non noi stessi e che altro non possiamo fare se non mantenere fede proprio a quella verità che sappiamo di essere, amandola, rispettandola e prendendosene cura esperienza dopo esperienza. È la consapevolezza dell’abbondanza nonostante ogni richiesta dell’ego perché di base bastiamo noi a noi stessi e se manteniamo fede al bene che semina la nostra verità non può essere altrimenti. Per chi in sé ha una verità più turbolenta si può sempre rimediare è chiaro, una volta preso atto degli errori, delle conseguenze che ne causano, e compreso il proprio volere ed i benefici collegati ad un modo di esistere congruo e coerente con l’amore e volto al bene, per la legge ermetica dell’equilibrio e del causa effetto tutto prenderà un senso di benessere con sé e con le persone attorno, ogni situazione si ristabilizzerà.

Chiaro è, e questo credo valga per ognuno, che la propria verità, visto che, come la natura ci dimostra con le stagioni, le piante, le maree e quel che pensate, siamo in continuo cambiamento, va cercata, ascoltata, coltivata e curata ogni giorno perché ogni giorno devia strada secondo le scelte da prendere, i condizionamenti e i vizi. Per questo alla base ci deve essere l’amor proprio e l’accetare la propria condizione per quella che è cercando di espanderla e migliorarla con l’amore verso il prossimo, “incondizionato” ed universale, con la consapevolezza che in qualsiasi momento si stiano rispettando i propri valori, voleri, principi. Più di una volta al giorno servirà domandarci se lo stiamo facendo, se stiamo ascoltando il nostro bisogno piu nobile. Questo forse è il segreto per seguire una buona gestione.

La mia verità è fatta di amore incondizionato e profondo verso i sentimenti sinceri. Verso ogni cosa crei il benessere di chi sta con me e di me stesso, e per questo cerco di impegnarmi ogni giorno per mantenergli fede. E tu?

Lascia un commento