
È forse una settimana che non scrivo e mi manca. Trovo che questa sia una valvola di sfogo non da poco.
La comunicazione.
Non ho mai studiato a fondo, come materia la psicologia, ma da quando mi ci sono avvicinato mi ha affascinato ed ho cominciato a comunicare con me stesso in primis e con il mondo esterno poi.
Questo credo abbia sancito un nuovo inizio della mia storia. Il fatto di comunicare interiormente mi ha consentito di riconoscere le mie emozioni ed i comportamenti che ne scaturiscono, da qui ho imparato a gestire meglio le azioni da mettere in pratica che mi collegano alle persone che mi circondano.
Dal mio modesto punto di vista, per la mia idea, ci sono 4 tipi di comunicazione che derivano da schemi comportamentali e creano delle reazioni alle situazioni che la vita ci pone davanti. La comunicazione accogliente quella gentile quella disposta all’ascolto ed alla condivisione, con questa se mal gestita si può cadere nell’accondiscendenza e il compiacimento anche nelle dinamiche a noi poco congeniali, la comunicazione contraria ovvero quella per la quale si reagisce ribellandosi, irritandosi, accusando e giudicando, la comunicazione inesistente ovvero quella che ti porta ad imbronciarti rimuginare e rattristirti interiormente, o ad andare via da una discussione. Ed infine la comunicazione equilibrata che appunto discende dall’ascoltare le proprie sensazioni emozioni e sentimenti, riconoscendoli, valutandoli senza giudizio ed esternarli sulla base dell’apprendimento delle passate esperienze.
La comunicazione o meglio la parola applicata al pensiero è forse il dono della CREAZIONE che rende perfetto l’uomo differenziandolo da altri esseri viventi, non meno perfetti, ma diversi.
È quella dote, capace di creare l’armonia interiore ed esteriore, è quella capacità che se allenata con pazienza può dare vita a relazioni sane ed a un’autorealizzazione, perché oggettivamente va riconosciuto che se il nostro dialogo interiore è basato su cose positive, sull’ ascolto e sulla condivisione delle proprie idee e sensazioni, con amore e rispetto per le differenze tra persone e con la consapevolezza che ogni difficoltà posta a noi dinnanzi ha comunque un lato positivo visto che senza male non può esistere il bene e viceversa allora saremo coscienti di quanto importante sia dare sfogo a questo dono a noi fatto.
La creazione di rapporti ed il mantenimento dei stessi dipendono forse proprio da questo. Quante relazioni di ogni tipo hanno avuto scadenza proprio perché non c’è stato un tipo di approccio simile? Possiamo vederlo nelle situazioni familiari, con un partner, sul lavoro con dei colleghi e con il capo, addirittura nell’affrontare una semplice difficoltà ad uno sportello postale. Tutto è determinato dal dialogo.
Ascoltare e comunicare con sé e con gli altri può rendere il mondo un posto migliore e può far sì che la vita ci sorrida sempre e che noi riusciamo a sorridere alla vita più facilmente. È un atto di responsabilità che dobbiamo a noi stessi, e può servire per responsabilizzare gli altri quando alcuni atteggiamenti ci tolgono energia ed equilibrio. È un atto di amore per sé stessi e verso il prossimo perché magari inconsapevole del dolore che sta causando o della situazione che sta creando, proprio per via del non ascolto interiore, o per una mancanza di domanda sul chi si vuol essere.
In quest’ultimo periodo, da quando ho iniziato il mio percorso legato alla psicologia , attuando, allenando e affinando questo concetto in me, con meditazioni, riflessioni e scrittura di un diario o anche del blog ho fatto le mie scelte sulla base della mia comunicazione interiore. Ho scelto impegnandomi, di essere e di fare quanto di meglio posso fare con i mezzi che ho, senza giudicarmi se giusto o sbagliato. Ma con un ascolto consapevole cercando di mettermi come obbiettivo quello di andare a letto la sera potendo dire: ho fatto il massimo in ogni ambito. Posso aver fallito o esser riuscito ma ho dato il massimo per essere la versione migliore di me, come amico, fratello, figlio, lavoratore, fidanzato, educatore. Ed ho cercato per quanto ho potuto di trasmettere tutto questo a chi mi è stato intorno durante le mie giornate. La sensazione è indescrivibile credetemi.
Spero questa mia riflessione faccia in modo, per chi legge, di pensare e sposare il dialogo con sé stessi e con gli altri riconoscendo quanto riportato nei precedenti paragrafi, facendone una priorità per il proprio benessere interiore ed un’ ARMONIA con il mondo intero.

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