pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Regresione spontanea

Questa sera non ho meditato durante la seduta. Ho perso i sensi forse per la stanchezza cadendo in un sonno pesante dal quale mi sono svegliato solo al suono del gong. Non sentivo di aver dormito in tutto questo ma avvertivo un torpore strano. Forse proprio perché nel mentre l’inconscio aveva lavorato.

Ma non è di questo che vorrei parlare bensì di quello che è successo dopo. Mentre gli altri scrivevano le loro percezioni della meditazione, è stato messo di sottofondo un mantra antico in virtù del prossimo solstizio d’estate.
Il Gayatri Mantra.
Vi riporto la traduzione:
“Tutto ciò che è sulla Terra, nella Terra e al di fuori di essa, deriva da un’unica fonte emenante. Se i miei pensieri, le mie azioni e le mie parole riflettessero la comprensione totale di questa unità, io sono la pace che vado cercando.”

Significato:
Il Gayatri mantra è il mantra più antico appartenente alla tradizione vedica, un canto che dimostra l’unità che giace nella molteplicità della creazione. E’ solo attraverso l’unità che possiamo capire la diversità.
Gayatri è la madre di tutte le scritture sacre, è la Dea che nutre e permette la vita di ogni essere. Gayatri è anche considerato il risveglio Divino della coscienza individuale
Questo mantra è un inno a Savitur, il Dio del sole; il mantra rappresenta sia il sole, sia il divino che è presente in tutto ciò che ci circonda.

Durante questa musica gli occhi si sono chiusi di nuovo e la mia mente ha cominciato a viaggiare. Viaggiare veloce come fossi un granello di sabbia in una tempesta nel deserto il cui viaggio finisce davanti ad una caverna scavata in una montagna rossa, lì la visualizzazione mi ha portato a vedere i miei piedi con sandali di cuoio, ed una veste bianca lunga che camminano nel deserto. E camminano a lungo, il cielo chiaro e il caldo del sole su di me, la sensazione di stanchezza mi arriva al corpo insieme a una scossa di brividi quando arrivo di fronte ad un albero infuocato da una fiamma di un bianco argenteo, di fianco una tenda con drappi e tappeti di pelli, cuscini azzurri e marroni al suo interno sui lati, e una decina di persone tra il dentro ed il fuori. Il viaggio continua nella stessa distesa immensa e desolata, ho visto un fiume che ho guadato dietro al quale, in lontananza si erge una montagna alta ed innevata sulla cima sotto alla quale, una volta arrivato finisce la mia vita. Il cielo azzurro e una luce bianca fa da cornice al mio addio.

Ma è solo un addio momentaneo perché mi ritrovo sotto altre vesti, stavolta nere e blu cobalto in sella ad un cavallo marrone scuro dalla criniera e la coda nero corvino. In mano una spada dalla lama larga e curva che con forza sferza un colpo ad una madre e a suo figlio sotto di me. Ne consegue la loro morte e la mia cattura, la mia posa, solo dopo aver camminato sui carboni ardenti, sui stessi fino ad ardermi completamente, decretando una nuova fine per me. È buio e le braci emanano nel cielo luci e schegge di fuoco date dal mio abito e dalla mia carne sotto un cielo stellato, muoio di nuovo.

Mi trovo in una nuova vita, in un nuovo paesaggio, stavolta sembra un paesaggio greco o siciliano, in cima ad una scogliera su una terrazza grezza, sotto un albero di arance, sono seduto su una panchina di pietra scrivendo su un tavolo credo naturale anche questo scolpito nella roccia, scrivo su un taccuino qualcosa che non riesco a leggere, lo chiudo, mi affaccio dallo strapiombo e dopo una breve riflessione mi lancio giù abbandonandomi al mare che mi inghiotte. Ho posto fine di mia iniziativa alla mia vita. Il blu mi circonda celeste nel cielo, il chiarore bianco del sole e attorno a me il celeste intenso del mare e blu scuro dell’abisso sullo sfondo.

La regressione finisce con una luce bianca ed una ruota di legno con 12 raggi. La fine di un ciclo?

Cerco di purificare tutto gettando ogni immagine in una fiamma viola nella quale per ultimo mi immergo. L’inconscio, le vite passate, sono qualcosa a cui credevo ma non fino a vederle, percepire le sensazioni e le emozioni provate in quel determinato momento. Per molti potrà sembrare assurdo ed irreale ma esiste qualcosa che abbiamo dimenticato e rimosso, in ognuno di noi. Respiriamo ogni giorno l’ aria che altri miliardi di persone respirano, il corpo quando muore perde 21 grammi che si dissolvono nell’etere per tornare sotto altre forme, cosa dovrebbe persuadermi dal non credere a tutto questo?

Vado a dormire con una nuova esperienza che dovrò assorbire e assimilare, capire e purificare, conoscere.

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