pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Sigarette mai spente

È notte ma non troppo tardi, tornando a casa si rivedono lucciole che da tempo non vedevo e che mi portano alla memoria ricordi di un infanzia lontana in compagnia di un nonno che non c’è più.

Mi accompagna quel senso di nostalgia per un tempo trascorso che mai più tornerà e che lascia il segno, il ricordo di mamma e papà lontani presi tra lavori e trasloco dalla grande capitale al piccolo borgo, il ricordo di discese in motorino a fari spenti nella campagna per ammirare quell’intermittenza di luci naturali, il rincorrere di quelle luci che a volte si tenevamo sulle magliette per avere quell’effetto fluo.

Tutto è contornato dal silenzio, l’unico rumore a tenermi compagnia è il motore del frigorifero che affanna durante il primo caldo. L’estate sta arrivando. Tra un acquazzone e il caldo sole che piano piano illuminandomi il viso nelle mattine fuori dal portico fa da sfondo alle mie meditazioni. Il respiro lento, il canto della natura che intorno a me si risveglia, i pomeriggi lunghi e il cielo stellato al mio rientro. È tutto un quadro perfetto.

I giorni scorrono ed è di nuovo mattina, penso a quante volte ho dovuto mollare per mancanza di disciplina o di interesse le cose, come le lucciole accendo e spengo idee e progetti che ogni tanto lascio fluttuare nella mia mente accendendosi e spegnendosi, come le speranze che a volte vengono e a volte vanno. Ma restano lì in balia dell’ etere che le muove e le trasporta in un atmosfera sospesa.

Come il cuore che ad ogni battito da il suo segno di vita per poi morire per un millesimo di secondo. Che meraviglia se ci pensi la natura di tutto.

Eppure non si è mai soddisfatti, non ci fermiamo mai a guardare niente siamo sempre di corsa a rincorrere progetti, sogni, doveri imposti e autoimposti al fine ultimo di….? Perché??

Bisognerebbe fermarsi più spesso e stare in questo silenzio, in quel momento dove tutto è fermo e quieto solo perché noi lo vogliamo, solo perché noi lo abbiamo deciso. Buttando orologi e pensieri, preoccupazioni e missioni inutili. Restare in attesa di un evento in sospeso, come le lucciole che fluttuano incoscienti della loro bellezza.

Aspettare che tutto avvenga senza troppe ansie, senza troppi ricami su quello che dovrebbe essere e mai è. Eh si perché alla fine ogni progetto o situazione che pronostichiamo o pianifichiamo come sarà, per un verso o per un altro, mai è come vorremmo che si compia.

Allora tanto vale restare in attesa come una sigaretta mai spenta che piano si consuma, come una luce nel buio che tutto colora e che non lo sà. Bisognerebbe saper aspettare e prendersi il tempo di ammirare il creato, l’unica forma di perfezione assoluta nell’imperfezione. Proprio come noi perché in fondo si sà nessuno è perfetto ma tutti lo sono per ciò che sono. Lasciar svanire il giudizio e l’apprensione, farsi guidare dal cuore seguendo una strada che per quanto presa alla cieca è delimitata. Proprio come la delimitano le lucciole al bordo carreggiata.

Saper aspettare che tutto si compia e lasciare che tutto avvenga fino alla sua fine, proprio come una sigaretta mai spenta che pian piano si consuma sulle note di una brezza calda dell’inizio di stagione.

Ed ogni tanto tirare una boccata a pieni polmoni, di aria o di fumo a seconda dello stato d’animo, riconoscendolo e guardandolo negli occhi, per capirlo, scrutarlo, accettarlo e decidere se abbracciarlo o metterlo da parte come si fa con un pensiero o un’ emozione. Andare avanti in un immobilismo paradossale per il tempo in cui viviamo

L’orologio batte il tempo, La lancetta sotto colpi di batteria e di forza di gravità continua a muoversi mettendo ancor più ansia, delusione e frustrazione.

Lo fermo con gioia mi metto sul divanetto nel piccolo portico, le stelle e la luna che sorride, un sogno appare ai miei occhi mentre lascio la sigaretta, l’ennesima mai spenta come fosse un desiderio ad aspettare.

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