pensarlo è come viverlo

In un certo senso se ci si pensa attentamente anche in fase onirica, nella fase rem più profonda si vive una realtà parallela che a livello conscio svanisce al risveglio, dimenticando il sogno. Ma resta quella sensazione di aver vissuto un’esperienza pur restando nel tuo letto. Per di più recenti studi quantici hanno appurato che tramite meditazione, visualizzazione e concentrazione si può ” vibrare” ad una frequenza tale da connetterci con l’universo, gia presente nel nostro DNA

Bali, 2025

Si può perdere

Nella vita ci sono svariate possibilità.

C’è la possibilità di coltivare sogni e speranze, progetti e ambizioni. Ci si impegna quotidianamente in qualcosa, nei  casi migliori in tutto ciò che si fà. A lavoro, nelle relazioni, nello sport. E si può vincere e si può perdere.

Si vince la gloria e la soddisfazione di sentire ripagati i propri sforzi e realizzate le proprie speranze. Si vincono soldi, sfide, partite, battaglie quotidiane che instauriamo per e contro altre persone, obbiettivi, e noi stessi. Si possono conquistare vette, amici, rispetto, donne o uomini, stima, valore, dignità, coraggio, risultati. Così, allo stesso modo si possono perdere.

Ma le cose che sono certo non si possano perdere sono i sentimenti.

Non si può perdere l’amore. Non si può perdere la voglia di sentire una voce o un profumo, non si possono perdere le sensazioni e le emozioni provate, non si può perdere quel desiderio di creare che ne deriva. Quella voglia di prendersi cura, di voler il bene della persona oltre il tuo, in alcuni casi più del tuo.

Il vero amore comporta dei rischi che a volte per coazione a ripetere le stesse dinamiche familiari o personali trascorse non tutti sono capaci di prendersi. A volte si esulta per aver scampato il rischio di non affrontarle quelle paure, per essersi esulati dal prendersi quelle responsabilità, di aver messo un freno al coraggio di far entrare qualcuno nella propria vita senza limiti,  senza considerare il bene che quella stessa persona voleva per un nucleo già composto  e che da esterno avrebbe curato in ogni sua parte, con ogni cellula e fibra del proprio essere. A volte si preferisce rimanere distanti da determinate dinamiche che portano a dei confronti, alla condivisione, al mettersi in gioco su più livelli.

Già l’amore vero comporta dei rischi, i stessi rischi che ti creano un buco nello stomaco, che non ti fanno dormire le notti per i pensieri. La mente pensa tanto ma il cuore lo sà sempre. Basta ascoltarlo. Ed i sentimenti è da lì che vengono, proprio per questo sono esenti da sconfitte. Il cuore non conosce sconfitta e lo dice anche il fatto che sia l’unico organo che non può essere attaccato dal cancro, ci avete mai pensato?

Chi prova un sentimento con il cuore non usa razionalità. Sà che la razionalità è il freno motore di ogni situazione che limita la vittoria e che presto o tardi porta alla sconfitta.

L’universo così come il mondo non è razionale. La natura tanto meno. Sfido chiunque a dire il contrario.

Allo stesso modo sfido chiunque a dire che non è stato razionale in vita sua. Sfido chiunque a dire di non aver mai ragionato su un da farsi lasciandosi sempre solo guidare dal cuore.

Quando lo si comincia a fare è il momento nel quale si accantona la parte più pura di noi.

Io sono il primo a tenere in mano la mia pietra senza scagliarla.

Ho passato più di 30 anni nella razionalità. Calcolando e pianificando passo dopo passo ogni mia mossa e parola in molte occasioni della mia vita. Non nego che nelle situazioni più mondane e puerili non mi sia servito. Alla fine la vita, in questo mondo soprattutto, e specialmente negli ambiti dove meno serve  sentimento ci porta a farlo, ma da un pò mi è sorta la domanda se questo mi abbia fatto vincere o perdere. E la risposta è sempre la sconfitta. La sconfitta del cuore che volta dopo volta quella pietra se l’è sentita posata sopra.

Si, ho perso mille possibilità o forse più. Io solo so quante ne ho perse in vita mia per realizzare quello che il cuore mi comandava e la testa mi limitava. Non starò qui a raccontarle altrimenti non basterebbe un tomo e nascerebbero troppi deprimenti rimpianti che a nulla servono perché legati ad un tempo che non esiste più e che mai più esisterà, il passato. Posso, generalizzando, dire che ho perso possibilità di esperienze di ogni genere: affettive, di vita, lavorative, sportive, emotive. Ho perso possibilità di fare, di vivere e quindi, di conseguenza di, di coltivare nel giardino della mia anima fiori e piante destinate col tempo a crescere, rimandando la semina di stagione in stagione. Aspettando i momenti giusti. Ma i momenti giusti sono quelli che ci si presentano nell’istante in cui si palesano, perché la stagione dopo non sarà mai come quella lasciata andare.

E quindi ora si rivedono le priorità; senza razionalità ne mosse scacchistiche, senza porre limiti alla creatività, alla fantasia all’esperienza, alla voglia di vivere quei sentimenti, su tutti quello che tutto guida e tutto crea: l’amore.

Se Dante scrisse l’amor che move il sole e l’altre stelle nell’ultimo verso del paradiso penso ci sia un motivo…. È l’amore che crea ed è il sole e le stelle che danno vita a tutto.

Bisogna prendere spunto e atto da chi col cuore ci scriveva. Da chi dal cuore si faceva guidare. Da chi inseguiva l’amore di una donna che sapeva non avrebbe mai potuto avere. Dante e Beatrice! Che fantastica storia. Che fantastico amore. Quello si che non conosce sconfitta. A distanza di secoli viene ancora studiato e tuttavia non è ancora compreso da nessuno.

Chissà che questa mia riflessione nata dalla noia oggi, non sia il mio ennesimo passo nel comprenderlo fino in fondo, dopo aver camminato nell’inferno, e nel purgatorio ora non mi resta altro che calpestare la strade del paradiso. Alla ricerca di quell’amore che va oltre ogni cosa. Che fa muovere il sole e le stelle. Di quell’amore conosciuto e perso che oggi mi porta a considerare le mie vittorie e le mie sconfitte.

Perché come detto all’inizio si può vincere ma si può anche perdere l’importante è imparare dalla sconfitta e capire che i sentimenti non possono conoscerla. Allora, solo allora, capiremo quanto sia importante essere noi stessi il sentimento “creatore” impersonificandolo.

Non mi resta che continuare di provare a farlo il meglio che posso. Potro dire di avercela messa tutta. Ce la sto mettendo tutta, sto facendo il massimo che ad oggi conosco e sono certo di poter fare ancora di più coscente che potrei vincere ma anche perdere, ma ci avrò provato.

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