Davanti ad un infuso fumante, la stufa accesa che manda schioppettii dalla legna che arde, e la musica del fuoco che danza verso l’alto illuminando fiocamente la stanza dal piccolo vetro.
È tardi ed i pensieri maledettamente negativi che spesso mi perseguitano continuano a rumoreggiare.
Sò già cosa sta per accadere, ma stavolta non mi ostino a restare nello schema. Mi fermo e metto in pratica quanto imparato negli ultimi mesi. Mi concentro sul respiro facendone prima tre profondi, facendo attenzione al movimento che ne consegue, poi mi concentro singolarmente sulle parti del corpo e cerco di scrutarne lo stato. Di qui passo ad accettare i suoni che mi circondano, cosciente che esistono. Dopo di che passo allo spazio intorno a me e faccio cadere le barriere. Mi ritrovo nel buio dello spazio dove nulla ha più forma. Dove fai parte di tutto, pur non essendo niente.
Vedi i tuoi stati d’animo e li identifichi, proprio come ti identifichi nella vita con quell’IO sono. Ti identifichi con le emozioni che ti portano a determinati atteggiamenti nel corso della quotidianità e ti condizionano le relazioni ad esempio: la rabbia per l’insoddisfazione del tuo interesse che in vari episodi tanto dolore, durante, o con senno di poi mi hanno inflitto. Oppure l’insicurezza che a volte mi ha portato ad essere arrogante. La frustrazione di non sentire realizzato quel desiderio di attenzione e approvazione, di collocazione nel mondo e nella società che spesso mi ha fatto essere pesante e distante perché apparentemente incompreso.
Molto spesso faccio questo esercizio e rivivo momenti immaginandomi privo di EGO, privo di quel mio io che nella relazione reclamava il noi, pensando al SUO solo proprio desiderio. Quello che non mi ha consentito di costruire davvero qualcosa di solido, sprecando tante occasioni.
Continuo il viaggio destinazione GRATITUDINE, penso al fatto che forse se ancora ti amo è perché dopo tutto mi hai insegnato la cosa più profonda dell’essere.
Essere grati per ogni minima cosa è quanto di più ragionevole per salvare la propria sanità mentale. Se ci si mette un pizzico di accettazione intesa come comprensione e compassione la magia è compiuta.
Grato perché mi hai insegnato l’ EMPATIA e la sua importanza, quella con la quale riesci ad esprimere meglio i tuoi stati d’animo e a capire quelli altrui evitando discussioni futili. LA PAZIENZA, mi hai indicato la COSCIENZA per capire e saper accettare le cose. IL PRESENTE senza troppe corse nel tempo tra passato e futuro. E quindi, su tutto, per avermi donato la CONSAPEVOLEZZA del proprio essere e del mondo. Tutto e Niente. Una forma che sta facendo l’esperienza di vivere una vita terrena in un universo di 3 dimensioni. Un essere legato ai regni inferiori: animali, minerali, dei vegetali. E a quelli superiori spirituali e cosmici.
Dove niente è materia. Dove tutto è ignoto, tutto è possibile.
Si allarga un sorriso sul viso, vivo in una delle possibilità nelle quali siamo in situazioni nuove o di deja-vu dove ho una nuova attitudine e di riflesso tu l’ hai con me. Mi si palesano davanti agli occhi scene che sono desiderio e spero premonizione. Abbracci, baci, sorrisi corrisposti ed esperienze. Mi concentro sulle sensazioni che quella visione mi sta dando e dalle emozioni che ne scaturiscono. C’è gioia, amore allo stato puro, c’è pace, c’è divertimento e complicità. Ci siamo NOI. Raccolgo tutto e cerco di aprire il cuore a questa dimensione parallela per farne tesoro, per portare quella gratitudine di quanto mi hai dato e dalla quale è partito questo mio stato di leggerezza in ogni mia giornata. Ringrazio ancora una volta te e quella possibilità.
Gli occhi si aprono lentamente, il fumo dell’infuso si è affievolito, il fuoco ancora danza pur avendo perso il suo impeto, mentre fuori la luce si schiarisce, ma è ancora possibile vedere la luna e le stelle fisse. Manca poco all’inizio di un nuovo giorno. Tu sei in un altro letto. Ma ti porto dentro di me. Il sorriso resta sul viso. Mi sento pronto. Grazie.


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