Ci si trova spesso, almeno per ciò che mi riguarda, a fare i conti con il cammino che si è fatto, si guarda indietro cercando indizi ed errori; si pensa alle strade ignorate dove avrebbero potuto portarci pur rimanendo fieri di ciò che si è diventati col trascorso.
Si guarda avanti per le strade che ci si prospettano, scrutando insidie e spesso procedendo tastoni, quasi seguendo le sensazioni. Confrontandoci con paure e angosce ma anche con ambizioni e sogni.
A volte ci si sente come appena scesi da una giostra che assai ti sconquassa. come un jeans appena uscito da una centrifuga, cerchi di ritrovare la tua forma cercando di incalsare il mondo che nel frattempo gira intorno veloce, quasi a livello supersonico specie per chi ha bisogno di fermarsi un anno a respirare.
Tante volte ti sembra di stare solo a perdere tempo ma come tutto anche noi abbiamo bisogno di quel tempo di confusione per crescere, abbiamo bisogno di avere pazienza per vedere un risultato. Ci si può sentire afflitti e scoraggiati ma se si resiste e continua nel proprio voler elevarsi, non torna più nei schemi che ci hanno fatto soffrire; dovremo avere la modestia e la comprensione verso noi stessi. Riconoscere i propri limiti e la necessità dei propri tempi per capirci e per imparare. Imparare ad ascoltarsi; a capire chi si è scremando le posizioni sociali e culturali, gerarchiche; il proprio carattere e discernere da essi. Imparare a capire ciò che fa e per cosa, curare il proprio mente/ corpo/ spirito e comprendere ciò di cui si ha bisogno rimanendo consapevoli che come l’universo intero è mutabile lo stesso è il bisogno, e noi con esso. Quindi trovando il modo di riplasmarci a forma idonea al momento presente.
Si tratta dell’interpretazione dell’io in relazione al tempo.
Bisognerebbe vivere in dimensione quantica che pur essendo una quinta dimensione resta statica e irrazionale. E allora cosa ci resta se non ciò che solo la natura può darci? Il vento sul viso, il suono di un ruscello o la musica delle onde, le fronde scosse che suonano come campane, una luna all’orizzonte e qualche stella su nel cielo, il sole che ti scalda le ossa. Basta solo un grande respiro, a volte la pace si trova proprio nella pausa tra un respiro ed un altro quello di cui mai ci accorgiamo


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