
Tic tac, tic toc, la pioggia cade in sincronizzato con le lancette che battono il tempo.
Il cielo grigio di una mattina, che, da quando non c’è lei sembra uguale a tutte le altre, alzo gli occhi tra le mie mille domande che spesso mi faccio e che sempre restano senza risposta: Gli manco? Mi penserà? Tornerà con quell’amore che solo lei mi ha fatto conoscere?
Un aereo passa veloce tra le nuvole tagliandole come questi interrogativi fanno con la mia mente e con il mio cuore. Già, sembrerebbe che ogni domanda che ci si faccia provochi ansia, stress e sofferenza, almeno quando si parla in termini di sentimenti.
Così cerco di fare un gioco, di immaginarmi oltre quell’aereo, oltre quelle nuvole, dimenticando completamente chi io sia; gli spazi dove sono cresciuto e le esperienza fatte. Di dimenticarmi del mondo e della disperata necessità di approvazione; di stare in un contesto sociale dove si ha costantemente un’ etichetta appiccicata in fronte.
Mi sento come un fiume che alla foce con l’oceano stenta provando paura nell’entrare in una vastità così immensa senza guardare indietro a tutto il cammino fatto tra i picchi delle montagne e le vallate, le curve sinuose di tanti episodi che nel corso del tempo mi hanno fatto fare dei passi indietro prima di andare avanti.
Mi butto in una vastità di blu che diventa sempre più scuro fino a sentirmi una goccia in un abisso di altre gocce. Tutto si fa più leggero, sento il volume dell’acqua su di me, e il mio volume verso ciò che ho attorno. Ignoro con forza ogni vocina interiore che mi dice che sto scappando dalla realtà, e voci maligne che mi dicono di svegliarmi, di non perdere tempo con cose del genere che da nessuna parte mi porteranno.
Ignoro con decisione ogni richiamo dell’ego sulla mia identità, forma fisica e sociale; i ricordi che mi scorrono di lato mentre si fa sempre più buio, silenzioso. Arrivo a non sentire più nulla. Il nero intenso di un universo nascosto e appena scoperto si illumina qua e là di luci come fossero stelle appese nel vuoto.
Lascio andare tutte le emozioni e atteggiamenti che fino ad oggi mi hanno solo causato difficoltà e sofferenza divertendomi a sostituire: la rabbia ed il rancore con la gioia e la gratitudine; l’ aspettativa con la meraviglia e la sorpresa; l’arroganza con l’empatia silenziosa e ascoltatrice. Appaiono così man mano dal nulla immagini di situazioni non di ieri ma di domani nelle quali sono un nuovo me.
Disegno e costruisco un futuro che sono certo si palesi presto percependo la sensazione che i sentimenti appena sostituiti mi danno trasformandole in nuove emozioni.
Trovo conforto nel vedermi vivere in maniera totalmente diversa episodi di vita quotidiana ai quali, mi rendo conto, davo un peso schiacciante che mi opprimeva. Si fa tutto man mano più vivido, tutto è così reale tanto da poter sentire il suono, e percepire il tocco di una carezza. Il cuore si riempe, la luce riappare nella parte alta della vista, illuminando la “corona”. Tutto è più leggero. Ora, un’ energia positiva si fa largo in tutto il mio sè. Catturo e trattengo con forza quelle sensazioni per portarle con me durante la giornata convincendomi del fatto che mettendomi nell’attitudine giusta quanto immaginato arriverà insieme ad una nuova vita; che riuscirà a tenermi protetto da quanto fin’ora mi ha fatto soffrire. In fondo basta credere di poter vivere qualcosa per stare meglio.
Riapro gli occhi con benessere per anima, cuore e mente. Faccio da parte l’idea di aver semplicemente nascosto un elefante sotto al tappeto. Il sorriso si allarga sul viso. Ancora sento quelle sensazioni vissute in un futuro da me creato dentro di me. Mi convinco che si realizzerà così come l’ho visto perchè si è cocreatori del nostro destino.
Spolvero la vista, le nuvole ci sono ancora ma sò che oltre il cielo è azzurro.

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